Briciole di Filosofia

Platone, “Simposio”

11 Settembre, 2007 · 8 Commenti

 

Copertina Simposio

 

Presentare un libro come il Simposio di Platone è un pò riscoprire un vecchio amore mai del tutto spento.

Il Simposio è il classico libro attraverso il quale un adolescente si avvicina alla filosofia. Non credo che esistano filosofi, studenti di filosofia o semplicemente appassionati di filosofia che non abbiano mai letto il Simposio.
Il Simposio è il classico dei classici, è forse il più bello dei dialoghi platonici e sicuramente è al di fuori di ogni possibile critica che si può muovere verso il platonismo.

Il Simposio è un libro emozionante dal quale emerge tutto il misticismo di Platone. Il Simposio è un’ode al grande maestro di Platone e allo stesso tempo è un’ode alla filosofia.

Nel banchetto che Agatone tiene a casa sua si apre una competizione dialettica tra i convittali, tema di questa competizione è l’elogio di Amore. Tutti i convittali si sprecano in inni ad Amore farciti di sofismo e di pedanteria poetica. Tutti tranne Socrate, lui infatti parla per ultimo e sin dall’inizio dichiara che il suo non sarà un elogio ma dalla sua bocca uscirà semplicemente la verità.

Socrate narra l’insegnamento di Diotima sui natali d’Amore, sui suoi costumi e sulla sua natura vera. Amore è sempre amore di qualcosa e, amandola, la desidera in quanto non la possiede; questo però vuol dire che Amore non è nè bello nè buono perchè è Amore di bellezza e di bontà. E Amore è filosofo perchè Amore non è sapiente ma desidera la sapienza.

Appena Socrate ha finito il suo racconto irrompe nel banchetto Alcibiade ebbro. Alcibiade viene invitato a fare il suo elogio ad Amore, lui rifiuta e decide invece di fare un elogio a Socrate stesso. Ed ecco che nell’elogio che Alcibiade fa di Socrate, Socrate veste i panni che solo qualche minuto prima egli stesso aveva dato ad Amore. Come Amore Socrate non è di bell’aspetto ma è saggio e temperante, non è sapiente ma è amante della sapienza (dal greco philo-sophia). E’ per questo che Socrate viene paragonato ad un sileno.

Alla fine dell’elogio di Alcibiade il banchetto viene interrotto da una comitiva di rozzi bevitori. Tutti si addormentano ubriachi meno che Socrate, che dopo aver discusso di poesia e di tragedia, se ne va al Liceo.

Volenti o nolenti questo è uno dei libri che ha più influito su tutta la filosofia, non credo che, per la sua natura, sia mai stato criticato. Le immagini evocate da questo dialogo sono fisse ed indispensabili per tutta la storia della filosofia. Basti pensare a come il cattolicissimo Erasmo da Rotterdam definisca Cristo un sileno proprio come Socrate.

In questo dialogo appaiono tutti gli insegnamenti che Platone attribuisce a Socrate, la lotta contro il vuoto sofismo, la ricerca della vera sapienza, la filosofia come scienza per l’uomo e l’arte della maieutica. L’eleganza con la quale Platone arriva a cantare le doti di Amore emerge più forte che mai quando quelle stesse doti illuminano la figura di Socrate, filosofo tra i filosofi.

Il Simposio è una di quelle letture fondamentali, una di quelle letture a cui dovremmo essere obbligati a scuola, è il classico tra i classici, è un buon punto di partenza per chi vuole muovere i primi passi verso la filosofia e un piacevole ripasso per chi è un pò più esperto.

Buona lettura!!!!!

Ps Mi scuso per il riassunto fin troppo breve ma la mia vera intenzione non è quella di mostrare la mia conoscenza del dialogo ma quella di spingervi a leggerlo!!!!!

 

Categorie: Classici · Convitto · Filosofia · Filosofia Greca · Letture Consigliate · Platone · Simposio · Socrate

8 risposte finora ↓

  • marzia // 11 Settembre, 2007 a 1:32 am | Replica

    E’ un’opera che mi riprometto di abbordare appena ho terminato Apuleio.
    Notte

  • marzia // 11 Settembre, 2007 a 12:50 pm | Replica

    Dello stesso Platone lessi da un amico questo che ti lascio..
    Non so cosa sarebbe stata la nostra cultura senza “Il Simposio ” di Platone e l’ opera di diffusione ( rinascimentale ) che ne operò Marsilio Ficino.
    Tradotto anche col termine Convito, è un dialogo di Platone redatto durante il periodo della maturità ( per l’esattezza dopo il 385 a.C.).
    Penso ai banchetti filosofici come li voleva la tradizione della Grecia antica. Feste private nelle quali i convitati mangiavano, bevevano e pronunciavano discorsi. E nell’opera su citata il tema proposto consiste nel tessere a turno l’elogio di Eros, l’amore.
    Presumibilmente questo banchetto ha avuto luogo nella realtà ( nel 416 a.C. ).

  • fiak // 11 Settembre, 2007 a 8:23 pm | Replica

    @marzia
    Leggilo, te lo consiglio.

  • Goccia // 23 Settembre, 2007 a 1:26 am | Replica

    Il simposio è uno dei libri che mi ha più affascinato.
    “Amore è sempre amore di qualcosa e, amandola, la desidera in quanto non la possiede; questo però vuol dire che Amore non è nè bello nè buono perchè è Amore di bellezza e di bontà. E Amore è filosofo perchè Amore non è sapiente ma desidera la sapienza”.

    Un amore che non è sapiente ma che desidera, desidera la sapienza! Condivido appieno questa nuova forma di amore che aspira a ben altro che al mero materialismo di oggigiorno.

    Ps:Complimenti per il blog ora ti aggiungo al mio. ;)

  • grazia // 4 Gennaio, 2009 a 8:18 pm | Replica

    Lìortografia ha il suo valore anche quando si discute di filosofia, po’ si scrive con l’apostrofo, non con l’accento.

  • fiak // 5 Gennaio, 2009 a 3:47 pm | Replica

    @grazia grazie per la correzione ma come puoi vedere dal tuo commento nessuno è immune agli errori di ortografia

  • anna // 9 Gennaio, 2009 a 10:16 pm | Replica

    ok…………….ci penserò…ma ora mi permetto x ora soltanto di leggere il tuo riassunto…grazie|||

  • segropolin // 21 Febbraio, 2009 a 7:15 pm | Replica

    lo prendo e mi sembra un libro per recchioni. poi lo leggo e mi sembra il libro dei libri. quello che io pensavo (in fondo) di tutte le cose. quello che noi pensavamo prima di tutte le cose

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