Briciole di Filosofia

Juxebox #1 – Cult of Luna:Finland

16 Ottobre, 2007 · 31 Commenti

Lontano dal voler creare un blog di musica, anche perchè non ho nè le conoscenze nè le capacità necessarie per potermi permettere di fare della critica musicale, voglio iniziare a proporvi delle colonne sonore da ascoltare mentre leggete i post di “Briciole di Filosofia”.

La colonna sonora di oggi è “Finland”, un brano tratto dall’album “Somewhere Along the Highway”, dei “Cult of Luna”.

Cult of luna

Ho scelto una versione live di questo pezzo perchè loro dal vivo sono fantastici e questo lo si può notare anche dal video.

P.s. Per quelli che desiderano visitare un blog che tratti di musica “Briciole di Filosofia” è lieta di consigliarvi il “Barone del Male” che è presente da sempre anche sulla blogroll.

Categorie: Cult of Luna · Finland · Juxebox · Somewhere Along the Highway

31 risposte finora ↓

  • mimhe // 16 Ottobre, 2007 a 9:37 pm | Replica

    e mo??? come t’è venuto in mente!
    grazie per il link!

  • Goccia // 17 Ottobre, 2007 a 3:05 am | Replica

    These things moved me when I turned my back. Now I return with open hands.
    I found light that lead me to the shrine where children sang and pilgrims mourned.
    I was lost but not alone.
    From a distance they come alive. Sleepwalking across the plains.
    No answers were found here. Seeking shelter in her embrace.
    Down on sore knees. Erase and begin. Under my eyelids, come forth light.

    Queste cose mi hanno mosso quando ho voltato la mia schiena. Ora ritorno con mani aperte. Ho trovato la luce che mi guida al santuario dove i bambini cantavano e i pellegrini piangevano. Ero perduto ma non da solo. Da lontano tornano in vita. Sonnambuli attraverso le pianure. Nessuna risposta fu trovata qui. Cercando riparo nel suo abbraccio. Giù su ginocchia ferite. Cancella e comincia. Sotto le mie palpebre, venga avanti la luce.

    Un grazie per la traduzione al mio amico mmanu!(http://theraft.wordpress.com/)

    Comunque pur non essendo il mio genere, la musica sembra abbastanza interessante. E anche il testo mi incuriosisce molto…
    Ora sono le 3 di notte e non sono abbastanza lucida per mettermi a leggere il sito ufficiale, ma appena ho un secondo di tempo me lo leggo tutto e cerco di inquadrare bene i loro testi.

    “Giù su ginocchia ferite.Cancella e comincia”. E’ quello che farò! ;)

  • Ulisse // 17 Ottobre, 2007 a 11:37 pm | Replica

    I gusti sono gusti e non si discutono, ma io sta canzone non sono riuscito a sentirla tutta!

  • Nausicaa // 19 Ottobre, 2007 a 9:52 am | Replica

    Parecchio forte sta canzone….l’inizio mi ha un attimo stordito…sarà che mi sn appena svegliata

  • Lorenzo Pontiggia // 23 Aprile, 2008 a 5:54 pm | Replica

    Il 25 Aprile

    Liberati
    dal potere
    d’un altro potere…
    La danza continua,
    la falce della giustizia
    pende senza pietà;
    s’impreca per non piangere.

    La vita
    si svolge
    tra indifferenza,
    d’eterna furbizia
    senza amore.
    Circola il potere,
    si rinnova il rito.

    Metafore di Omero:
    allegorie d’infelicità,
    la lezione non è vincere
    s’apprende troppo tardi,
    causa il gioco di guerra,
    ovvero la speculazione
    che rende bestie!
    heimarmene, 23/04/2008 14.41]E’ molto bella, il contenuto condivisibile, ma ho solo un dubbio per quel “ovvero la speculazione”, mi suona male, mi suona discorsivo. Ciao.

    [/QUOTE][/POSTQUOTE]

    …L’evolversi del tema, lo rimarco “ovvero la speculazione…” .
    Grazie…
    AMORE

  • Lorenzo Pontiggia // 11 Maggio, 2008 a 7:59 pm | Replica

    Gioia di donna…

    Luna in Sole…
    Addormentarsi
    fra le braccia
    della Donna
    che si AMA:
    gioia di Mamma!

  • Lorenzo Pontiggia // 29 Ottobre, 2008 a 8:01 pm | Replica

    ESIODO
    (dal Libro la Riflente –Riflessione-mente).

    Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo, se deve dipendere dalla gioventù superficiale d’oggi, perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile,
    irriguardosa e saputa. Quando ero ancora giovane mi sono state insegnate le buone maniere ed il rispetto per i genitori: la gioventù d’oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.”-
    Esiodo

    Parole attuali riecheggianti nei secoli, dura realtà che si perpetua da Caino, e che continuerà finché i genitori non adopereranno la Riflente insegnando l’AMORE con l’esempio, e la scuola non preparerà democraticamente i giovani ai valori sociali!
    La Poesia deve possedere valori universali e originare emozioni, i poeti adoperando la Riflente sono il sale della Terra, esprimono il loro mondo a tutti gli uomini, insegnando tramite il filosofare a far Politica Democratica.
    Esiodo, già nel VIII/VII a.C. si occupò per primo di una nuova poesia: la poesia “didascalica” tesa ad insegnare che la filosofia nella prassi è politica = sintesi di vita non solo pastorale…
    Esiodo sa d’essere poeta, a differenza dei poeti tradizionali, egli è un puro, genuino che non si mescola, e per la sua avvedutezza socializzante è definito il poeta degli umili, da non essere apprezzato alle corti…
    Esiodo si fa maestro di sapienza, poeta vate, ponendo le basi alla cultura occidentale, la quale fa orecchie da mercante, adoperando solo la pseudo riflente o riflessione speculativa, da non ammettere che la filosofia è la base della vera Politica Democratica…
    Di questa realtà Esiodo è consapevole, ma la colpa non è del vate, bensì del Caino che è in noi: la furbizia o l’ignoranza delle virtù che il filosofo ci tramanda…
    Esiodo è il poeta del vivere quotidiano, consapevole dell’innovazione, un vate che vuol dare il meglio istruendo gli uomini ai valori che conferiscono dignità al vivere.
    Fu il primo poeta a specificare il numero delle Muse, e dar loro il nome.
    Calliope, ad esempio, è la musa della parola, dell’etica, la più illustre a contatto con l’autorità politica, la voce del sapere, dell’autorità e nel contempo la voce del piacere…

    Lorenzo Pontiggia
    Il Poeta marylory

  • Lorenzo Pontiggia // 9 Dicembre, 2008 a 7:18 pm | Replica

    [quote=Aliante2002,9 Dec 2008, 11:10 ]
    LENTAMENTE MUORE
    Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine
    ripetendo ogni giorn gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marca
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti
    chi non parla a chi non conosce
    Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru
    Muoe lentamente chi evita una passione
    ci preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
    pittosto che un insieme di emozioni
    propio quelle che fanno brillare gli occhi
    quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso
    quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti
    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo
    chi è infelice sul lavoro
    chi non rischia le certezze x l’incertezza, inseguire un sogno
    chi non permette almeno una volta nella vita di fuggire a consigli
    sensati
    Lentamente muore chi non viaggia
    chi non legge,chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso
    Muore lentamente chi distrugge l’amor propio,chi non si lascia aiutare
    chi passa i giorni a lamentarsi della propia sfortuna o della pioggia
    incessante
    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
    Evitiamo la morte a piccole dosi
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga superiore del semplice fatto di respirare
    soltanto l’ardene pazienza porterà al raggiungimento di una splendida pazienza.
    Martha Medeiros O PAblo Neruda
    LORENZO PUOI AIUTARMI ????

    Questa è di Martha Medeiros

    ————————————-
    Pablo Neruda

    Lentamente muore
    Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
    giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.
    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
    fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
    davanti all’errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
    chi e’ infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati.
    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia
    aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
    della pioggia incessante.
    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
    risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
    vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
    di respirare.
    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
    splendida felicita’.
    Pablo Neruda
    —————————————————————–
    Lento morire

    Colui che è servo di se stesso,
    dall’alba al tramonto, fa le cose senza calore…
    Sfugge al confronto criticando il vicino,
    triste, per la sua fortuna…
    Non vuol conoscersi per paura della verità,
    resta immobile sul mare del nulla per non pagar dazio…
    Volto all’indietro per non sbagliare
    nell’apatico tran tran del lavoro senza AMORE,
    vorrebbe, ma staccare il freno è troppo sacrificio.
    Per brillare chiede inutile consiglio a chi sa meno di lui,
    parco altresì nel dare, tronfio della sua vanità.
    Costa girare la strada viva,
    meglio stare in casa a gustare la bottiglia fino all’ultima goccia.
    Dura fatica leggere i libri e soprattutto capirli.
    Suona basso il ritmo dell’amore:
    costi, problemi, meglio stare a crogiolarsi nel proprio brodo,
    in compagnia della malinconia, in-consapevole di un lento morire…

    il Poeta

    Ciao e grazie a tutti Voi amici….
    Lorenzo

    [/quote]

    Aliante2002 Messaggio Oggi, 16:49

    utente basic

    Gruppo: Members
    Messaggi: 41
    Utente Nr.: 153473
    Iscritto il: 19-February 08

    Grazie Lorenzo sei gentilissimo !
    Ti dedico questi versi di NERUDA:
    TU SEI COME LA NOTTE,
    TACITURNA E STELLATA.
    DI STELLA E’IL TUO SILENZIO,
    COSì LONTANO E SEMPLICE.

  • Lorenzo Pontiggia // 24 Dicembre, 2008 a 7:28 pm | Replica

    DONO CON AMORE DI BUON NATALE E ANNO 200
    Scritto da il Poeta il 2008-12-24 09:35:14
    ——————————————————————————–
    DONO CON AMORE DI BUON NATALE E ANNO 2009 ai forumisti…
    Con un grazie e arrivederci dopo l’Epifania…
    Vostro Amico Lorenzo

    Dal libro la Riflente di prossima pubblicazione

    Il CRITONE

    Voce narrante
    Ad Atene, 399 A. C., nel mese detto Targelione (Maggio-Giugno), le condanne capitali non erano eseguite prima del rientro dell’ambasceria recatasi all’isola di Delo per la festività dedicata ad Apollo…

    Critone-
    …che notte travagliata, è meglio alzarmi, sfruttare le prime luci per correre alle carceri, pagare il silenzio dei carcerieri e avvisare il Maestro che la nave sacra ha superato Capo Sunio (promontorio dell’Attica).
    Oh, come dorme saporitamente in pace alla felicità, è un peccato svegliarlo, ma è per il suo bene!
    Maestro! Maestro!

    Socrate-
    Salve, che hai, da svegliarmi, sul più bello?
    Oh, Critone, sei tu, ho rotto sul più bello: ero in compagnia di una graziosa donna vestita di bianco, che mi chiamava dicendomi che nel terzo dì da questo…

    Critone-
    Maestro, da buon allievo devo far qualcosa per salvarti, se non lo faccio, chi mi conosce che penserà di me?
    Penserà che parli e basta!

    Socrate-
    L’opinione di coloro che mancano di Riflente (Riflessione/mente) non è verità, ma confusione, che si ritorce su loro stessi, lasciandoli ignoranti e sempre insoddisfatti e sfruttati…
    Come già tu sai, per invidia, la matrigna soffia sull’ignoranza del popolo per renderlo ancor più succube; non vede di buon occhio chi sa, ne parla male, affinché chi rompe il guscio del tran tran del potere non abbia la possibilità di realizzare ciò in cui crede; lo mette all’angolo come un asino, o lo manda in esilio; il potere gli tarpa le ali, nel detto che nessuno è Profeta in Patria…

    Profeta in Patria

    Caino, il padrino,
    omaggia invidia,
    infelicità…
    Specula sul gregge…
    Alla nera zero carote,
    ridicolizzata
    emarginata
    macellata,
    affinché non sia
    Profeta in Patria…

    Critone-
    Socrate, bisogna far presto, ho dato soldi alle guardie, affinché ti allontani indisturbato per andare da miei amici in Tessaglia…

    Socrate-
    Grazie, buon giovane, ti auguro tanta fortuna!
    La mia fortuna è la felicità di sentirmi nel giusto, d’affrontare serenamente la mia sorte decisa dall’uomo fallace…
    Amico, non temere, parlo per saggezza; ora i miei occhi guardano al sole spuntare come il primo mattino del mondo nell’amplesso puro con la donna vestita di bianco, perché fra tre giorni giacerò nel sogno di tutti, e tu sei l’angelo che conferma il sogno!

    Critone-
    Socrate, chi ti ha condannato ingiustamente su false accuse, chi ti ha beffeggiato con ironia è in tilt, teme che la tua morte sia la loro fine!
    C’è, tuttavia, tanta gente che ti vuol bene, ti ammira e ha bisogno di te, Maestro!

    Socrate:
    - Caro Critone, sappi che la mia etica è da sempre rispettosa delle leggi democratiche, nel difendere gli interessi di Atene, fin da quando, Oplita, nei vent’anni di guerra militare lottai per far grande ATENE, affrontando i nemici a viso aperto e mai indietreggiando, ritornando in Patria, ricco d’esperienza, mettendo l’Amica Riflente al servizio di Pericle (periodo Aureo).
    Mancato Pericle, cercai di far risplendere ATENE, insegnando non solo ai giovani, la Pace e la Democrazia, nel rispetto delle leggi vigenti, ma i potenti, saccenti, boriosi, invidiosi, disturbati nel loro crapulare teso allo sfruttamento del Popolo, nell’essere indigesto al loro stomaco, mi diedero l’epiteto di tafano d’Atene, e fin d’allora la mia sorte era sentenziata con l’alibi della democrazia dei “demonumeri”, e della demagogia dei sofisti al servizio della casta…

    Amico, pur condannato per pochi voti, macchierei la mia dirittura d’arrivo mancando di parola da passare per vigliacco; io mai sono arretrato davanti al nemico, anzi ora come allora vivo tranquillamente in armonia con me stesso, e senza paura guardo in faccia gli avversari, perché AMO Atene.
    Ora, pensare di fuggire sarebbe rinnegare i miei insegnamenti, inoltre deluderei chi parteggia per me!
    Critone, porgi ai miei amici e ai tuoi il mio ringraziamento, di’ loro che lì vedrò nell’attimo di gioia del trapasso, in grazia, per vivere l’Eternità nel tempio dei grandi, certo di essere più utile a tutti nell’aldilà…
    Amico mio, voglio sorridere alla sorella che mi prenderà in grembo, lindo, come le acque chiare sgorganti dalla roccia, da non lasciar dubbi al finale dell’opera che fra breve si compirà, e da tafano anticipo che per tanti sarò ancor più indigesto!

    Critone-
    Maestro, comprendo il tuo grande desiderio all’amplesso con la dama bianca, ben sapendo dove tu andrai a giacere, ma i tuoi allievi piangeranno come non mai…

    Socrate-
    Intendo, ma dovrei rinnegare l’etica della Riflente: la giusta tentazione dell’uomo è la Libertà, non l’essere animale infelice, dannato all’abbruttimento, al servizio mefistofelico di Caino!

    La Riflente non coincide con i demonumeri, né col potere del dittatore, perché ambedue non sono frutto della Riflessione PURA.
    Le leggi sono interpretate soggettivamente, quindi l’oggettività è carente nel sociale, da lasciar prosperare la riflessione speculativa di Caino, padrone nostro…
    Io non son mai stato né bestia, né sofista, e delle dicerie me ne faccio un vanto ben sapendo di trovarmi sul campo di battaglia per l’ultima Vittoria, la più grande, e di ciò sono fiero davanti all’AMORE infinito dell’Eternità, ultimo palpito di vita terrena…
    Caro Critone, nell’usare la Riflente, la saggezza, conosco i problemi della Società da non poter avvallare il comportamento di chi interpreta la legge senza usare il buonsenso, ma agendo solo per i propri interessi o di pochi, e così la favola del tafano d’Atene s’è sparsa in tutta l’Attica da passare per il rompiballe della politica, ma per Amor di Atene non mi son mai ribellato; il mio fine non era la gloria, ma riuscire a portarli all’assennatezza, affinché assumessero la responsabilità al compito assunto davanti agli elettori, e più criticavo più AMAVO Atene di quell’AMORE Puro disinteressato che dà Luce al Vivere della Speranza, e più forza nell’usare la spada dell’AMORE per sconfiggere il male della speculazione che attanaglia e conviveva in loro…
    La mia dipartita nel non fuggire è la loro sconfitta che DONO ad ATENE nel lasciare un segno d’AMORE Imperituro, al futuro di figli non ancora concepiti!
    Amico come posso rinnegare la Riflente, nel non essere me stesso!
    Non son mai stato un sofista, anzi col fioretto li combattevo lasciandoli nudi da sentir gli strali ancor in quest’ora d’esser fiero davanti all’AMORE infinito!

    Figlio d’Atene, è stata una fortuna trovarmi qui in collegio, usando l’oro rimasto nella bisaccia del mio spazio, ho messo a fuoco l’attimo fuggente in Riflente, regalandomi l’acqua calda, la miracolosa goccia sul naso di tutti:
    il Testamento Genetico Eterno, Dono del MISTERO!

    Ringrazio coloro che mi hanno condannato, la dea bendata che mi ha difeso in lungo e in largo nel mio camminare da Attore Naif sul palcoscenico della Storia. Nell’ultima cena con l’Amica Riflente ho colto la mela matura: il SESTO SENSO!

    Il Testamento è per tutti coloro che vogliono cambiar vita, smettere di criticare e non fare, che vogliono sentirsi vivi e Liberi in Armonia di partecipazione d’AMORE senza ricorrere alle infinite droghe che il quotidiano Caino elargisce per farci suoi schiavi…
    Basta avvicinarsi alla RIFLENTE o SESTO SENSO, Madre di ogni Scienza, per vivere armoniosamente nella Sfera della Vita nell’aiuto reciproco del nostro Spazio di Vita…

    Critone, tu hai l’onore di partecipare alla mia gioia di sempre nell’essere il primo dell’Umanità a capire il SESTO SENSO, la RIFLENTE, la mia compagna, Dono dell’Immanenza che fa la differenza dalle altre cellule di vita.
    Ho cominciato ad analizzare a fondo la Riflente che deriva dalla TRASCENDENZA, da cui ha origine l’Immanenza del Tutto, compreso l’uomo che ha avuto in dono la Riflessione Pura, il cui fine è di armonizzare le cellule viventi su Gaia.
    In successione ho razionalizzato le varie fasi della Riflente:
    - Riflessione come Intuizione…
    - Riflessione come Analisi…
    - Riflessione come Carisma…
    - Riflessione come Profezia…
    - Riflessione come Razionalità…
    -
    Figlio, pensa, veleggerò negli infiniti mari del cielo ritrovando e accogliendo i grandi di ieri, d’oggi e di domani, l’amico Pericle, Cherofonte, Alcibiade e altri; parlerò del Sesto Senso o Riflente in Poesia e nell’atto della Maieutica, arricchendo il vivere lassù in Eterno!
    Così chiudo in bellezza nel Dono all’Umanità del recupero della Riflente/Abele o Sesto Senso…
    Critone, mio principe sostenitore, la coerenza di un uomo nelle sue idee vive, se supportate dalla Riflente, rende la persona vincente, che non teme il giudizio degli altri, nell’essere se stesso, perché sa dominare i vizi e le paure…

    Voce narrante:
    Socrate spiega a Critone che la vera Democrazia non è basata sui numeri, ma sui migliori (Aristocratici) eletti dal Popolo, che operano per sviluppare la Società per vocazione, non per professione; ciò non succede essendo la massa giocata, comprata dal potere speculativo, arrivista incontentabile, che sfoga la propria infelicità, togliendo l’identità al mercato degli schiavi moderni, i demonumeri (democrazia dei numeri).
    Inoltre si rifà nel far prolificare paure, stress, ansia, invidia, depressione, i mali che Caino elargisce generosamente ai suoi dipendenti…
    Così i potenti di turno con il benestare del popolo si creano l’alibi per troneggiare e spolpare a loro piacere pantalone in nome della democrazia, non ascoltando la voce della Saggezza.
    Per fortuna, in fondo al vaso di Pandora c’è la Speranza, la Riflente, il futuro d’AMORE senza Caino…

    Critone-
    Maestro, te ne vai nel mondo dei più ingiustamente offeso, vincendo la battaglia sui figli di Caino…
    Non ho altro da dirti, sia fatta la tua volontà d’AMORE!

    Socrate
    Mio caro giovane, mi spiace per gli amici, ma la mia Riflente allontana anche la più remota volontà d’andarmene senza autorizzazione degli Ateniesi!
    Ringrazia gli amici di ieri, d’oggi e di domani che vivranno nel mio pensiero in un domani certo, democraticamente come ho sempre fatto, anche per la scoperta del Sesto Senso, non obbligo né plagio alcuno a credermi, ma usando la Riflente in piena libertà, invito ognuno a scoprire in sé la VERITA’!

    Voce narrante
    - Ma se c’è in me la verità -deve esplodere. Non posso rifiutarla, rifiuterei me stesso!- Karol Wojtyla.

    Voce narrante
    Socrate,
    Luce libera,
    Guida
    Alla felicità,
    Lasci orfani
    Non solo
    Gli Ateniesi…

    ——————–
    Dal Menone di Platone, dialogo di Socrate…

    Voce narrante
    Adoperando la RIFLENTE (Riflessione Mente), “Abele”, Dono dell’Immanenza dato all’Uomo dalla Trascendenza del MISTERO, riesce a porsi domande e dare risposte insegnando la maieutica: arte di usufruire della Riflente, linfa di vita, elevazione di vasi comunicanti, insita in tutti, ma dimenticata…

    Menone:
    - Socrate, la virtù è insegnabile?-

    Socrate:
    - Il problema è molto complesso essendoci varie forme di virtù.
    Per prima cosa bisogna definire l’essenza della virtù, la quale differirà in qualcosa poiché la virtù si può trovare in un bambino o in un uomo…
    Menone, il ragazzo e il vecchio se sono sregolati possono diventare virtuosi?-

    Menone:
    -No!-

    Socrate:
    -Ma se sono saggi e giusti?-

    Menone:
    -Sì!
    Maestro, mi permetto di farti un esempio di virtù relativa: la dote del comandante è di comandare, del soldato ubbidire e così via…-

    Socrate:
    -Ne cercavamo una, invece tante ballano in maniera svariata.
    C’è bisogno quindi di una buona scrematura per trovarla!-

    Menone:
    - La virtù è saper comandare!-

    Socrate:
    - Caro Menone, son contento che hai afferrato che la virtù è una sola!
    Mah, la definizione di virtù come comando non sta in piedi, dal momento che un servo non potrebbe essere virtuoso mancando di autorità nell’impartire ordini ad altri uomini!-

    Menone:
    - Allora la virtù è la capacità di desiderare cose belle e procurarsele?-

    Socrate:
    - Menone, nel bello s’intravede la grazia, l’emozione, il piacere in luce di virtù nell’operare bene, ma come si fa a procurarsi le cose belle, grandi nel lecito, in pace e in armonia con tutti?
    Teniamo presente che l’illecito è un’effimera gioia, crea solo incontentabilità, infelicità e ci rende schiavi di noi stessi!-

    Menone:
    - D’accordo, la virtù è il desiderio di riuscire a possedere cose anche grandi e belle senza ingiustizia; però la giustizia è già parte della virtù e allora?-

    Socrate:
    - Amico, la virtù è impiegare la Riflente, che fa sbocciare la scienza, alla cui base sta la verità o l’olio che viene a galla e smuove in avanti l’opera in virtù della scienza dell’Immanenza in Riflente!
    D’altronde la virtù è un bene utile e giovevole per coloro che la esprimono, e nella tenacia di non farsi prendere dalle tentazioni di nuocere ad altri si è in pace prima con se stessi!-

    Menone:
    - D’accordo!-

    Socrate:
    - Menone, Le cose buone e utili utilizzate in modo giusto, con ragionevolezza, per amor di sapere in Riflente, è virtù!
    La Riflente per l’uomo è la madre di tutte le virtù dell’AMORE, da cui nasce l’evolversi della scienza al servizio dell’umano, d’affermare che la virtù è scienza insegnabile in continua progressione…
    Il problema si pone per chi dovrebbe insegnare la scienza della virtù!
    Scolari che vogliono apprendere si trovano…
    Maestri di virtù, chiedo a voi che state ascoltando, esistono?
    In sincerità, oggi come oggi, non ne vedo all’orizzonte, salvo qualche mosca bianca!-

    Menone:
    - Ci sono!
    Sono i Sofisti, insegnanti di retorica, che si proclamano maestri di virtù, però non mettendoci AMORE deludono!-

    Voce narrante:
    A questo punto del dialogo entra in scena Anito che nella realtà storica fu uno dei principali accusatori di Socrate.

    Socrate:
    - Anito, i mestieranti di parole al vento son maestri di virtù?-

    Anito:
    - Socrate, tu che affermi la verità, di’ a noi di chi parli?-

    Socrate:
    - E’assodato che son coloro che la gente chiama sofisti.-

    Anito:
    - Per Eracle, non dire parole di malaugurio!
    I miei famigliari e amici non sono matti da farsi rovinare dai sofisti, da gente che prende, ma non dà, che vende solo parole inutili, imbrogliando il prossimo!
    Hanno perfino l’ipocrisia di dire che sotto la loro tutela i giovani crescono sani, forti, intelligenti…
    Li traviano invece non solo per la pederastia, ma li lasciano ancor più ignoranti da ingraziarsi e ingrassare la casta, inoltre son sfacciati da farsi passare per insegnanti d’eloquenza, sì, son maestri a farsi pagare profumatamente, com’è accaduto a Gorgia!
    Sì, ci sono i maestri di virtù, ma non tra le file dei sofisti!
    Ogni cittadino ateniese, probo, onesto e ligio alle leggi, è in grado d’insegnare ai suoi figli la virtù, essendo un cittadino virtuoso!-

    Socrate:
    - La risposta di Anito apparentemente sta in piedi, ma i figli per infiniti motivi sfuggono alle direttive dei genitori, e non essendoci la panacea, demandano ad altri, in questo caso ai sofisti, i quali son sempre pronti a sfruttare la situazione nel porre la soluzione al problema irrisolvibile…
    Anito, i fatti non ti danno ragione, i grandi Ateniesi non hanno saputo trasmettere la virtù ai figli, ad esempio Temistocle, Aristide, Pericle e Tucidide, uomini virtuosi, i cui figli ne combinarono di tutti i colori!
    L’unica speranza sta nell’esempio d’onestà, capacità, buonsenso e un Puro AMORE dei genitori verso la prole…-

    Anito:
    - Socrate, non ti vergogni di parlar male dei grandi cittadini d’Atene?-

    Socrate:
    - No!
    La verità non fa male!
    È il male che fa male!
    Anito, scuotiti dalla furbizia che c’è in te per ambizione di potere!
    Un bel tacere è già una virtù!
    La virtù si conquista accettando la Verità!
    I grandi uomini d’Atene son virtuosi per fama e non per la virtù verso i figli!
    Solo chi usa la Riflente, la Madre della scienza, potrà insegnare trasmettendo la conoscenza della virtù ai figli, tenendo presente che Esiodo, già nell’VIII/VII a.C., scrive:
    - Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo, se deve dipendere dalla gioventù superficiale d’oggi, perché questi giovani sono senza dubbio insopportabili, irriguardosi e saputelli. Quando ero ancora giovane, mi sono stati insegnati le buone maniere e il rispetto per i genitori:
    la gioventù d’oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.
    Esiodo
    Inoltre Esiodo afferma chi fa Politica per il Popolo a vantaggio della Democrazia del progresso Sociale non può essere che Filosofo e in sintesi Poeta.

    Parole ancor attuali che riecheggiano nei secoli, dura realtà che si perpetua da Caino, e che continuerà finché i genitori non adopereranno la Riflente insegnando l’AMORE con l’esempio, e la scuola non preparerà democraticamente i giovani ai valori sociali!

    Menone, può esser valida anche la vox popoli, voce di dio.
    Il giusto sentire, una specie d’ispirazione divina, la Riflente, dono dell’Immanenza del MISTERO, che fa divenire chi la sa usare guida al popolo nel saper scegliere la strada migliore e adeguare le misure per favorire l’evolversi della scienza e della comunicazione a vantaggio della collettività!-

    Menone:
    - Ammetto di non essere capace di definirla in modo corretto, poiché tu Socrate sei una specie di pesce torpedine, e chi ti tocca, s’intorpidisce.
    Ho fatto molti discorsi sulla virtù e la sua natura, ma alla tua confutazione non so che rispondere, da rimaner ammaliato della tua arte di porre domande e di riflesso fornire precisazioni.
    Se ci s’imbatte nella virtù, non riconoscendola, ci sfugge di mano ed elude il problema!-

    Socrate:
    - Menone, la Riflente è immortale, e quando il corpo che la possiede muore, essa ritorna nell’Eden, poi ricompare dopo un periodo in un altro corpo, perché nulla si disperde.
    La Riflente nel tutto movimento si evolve e quando rientra in un altro corpo, è in amnesia, però è presente, per svegliarla non ci vuole un bacio ma la volontà di operare per la Società, di cui ognuno di noi è partecipe e socio!
    A questo punto il risveglio della Riflente c’è, in noi germoglia Armonia, Virtù e AMORE per camminare in avanti, felici di vivere il nuovo spazio…
    Il pessimismo e le paure si allenteranno, s’inizierà a credere in noi stessi, a guardare il vicino con simpatia senza invidia e speculazione…
    Incominceremo un nuovo ciclo, mettendo alla porta Caino, recuperando Abele, per vivere in compagnia dell’Amica Riflente nel respirare aria nuova, senza dover aspettare l’ultimo respiro quaggiù per capire l’errore che si è fatto in vita nel non aver usato il gran Dono della Riflente…

    Menone, ora dimostrerò l’esattezza della teoria dell’anamnesi, tramite il tuo schiavo che per sua ammissione ignora la geometria: disegno sul terreno un quadrato di cm. 30,96 = 2 piedi per lato, chiedo, di trovare la misura del lato nel quadrato su area uguale a 8 piedi.

    Lo schiavo:
    - Son schiavo, ma rispondo da uomo: il quadrato da ricercare avrà il lato di 4 piedi, esattamente il doppio del lato nel quadrato di partenza.-

    Socrate:
    - Giovane, il quadrato con lato di 4 piedi avrà l’area = a 16 piedi, non a 8 piedi.-

    Lo schiavo:
    - Il lato del quadrato è la misura intermedia tra i 2 piedi del lato del primo e, i 4 piedi del secondo, quindi il lato misura 3 piedi.-

    Socrate:
    - Giovanotto, l’area di 3 piedi è di 9 piedi, e non di 8, rifletti che ci riesci.
    Ora disegno sul terreno 4 quadrati uguali a quello di partenza, da formare un quadrato di lato 4 piedi su area di 16 piedi.-

    Lo schiavo:
    - Se uso la Riflente, come dice il Maestro, ci riesco: ha disegnato il primo quadrato che è la quarta parte del grande che ha ottenuto, quindi tracciando una delle 2 diagonali di ciascun quadrato, si avrà un’area uguale a 8 piedi.-

    Socrate:
    - Menone, hai visto che usando la Riflente, si risolvono i problemi, e il tuo schiavo n’è prova lampante, ha solo avuto un aiuto nel ricorrere all’Amica Riflente, che ha dentro di lui.

    Voce narrante
    La dottrina dell’anamnesi, reminiscenza di ricordi, permette a Socrate di ulteriormente criticare la teoria della conoscenza dei sofisti, capziosi, i quali inducono le menti alla pigrizia evitando di ricercare il vero; la teoria dell’anamnesi, invece, è ricettiva e attiva nel cercare la verità che c’è in ognuno di noi…

    Il Poeta marylory
    Lorenzo Pontiggia

  • lorenzo pontiggia // 20 Gennaio, 2009 a 7:49 pm | Replica

    Grazie Kea che rappresenti tutti e chi ci legge…
    Dono con AMORE la mia ultima Riflessione in Riflente:

    La verità si fa strada come risultato della conoscenza dell’habitat,
    raggiunto tramite la corteccia cerebrale
    della psiche, composta da cellule sensoriali intuitive, atte a
    determinare ragionamenti istantanei, stimoli
    di energia cosmica che nel cervello producono pensieri variamente
    intelligenti finalizzati a cogliere il senso della
    vita.
    Lo scibile umano esige il contatto diretto dei sensi, usando, ad
    esempio, la funzione visiva si proietta lo stimolo
    nell’area psico-motoria, da cui nasce l’azione della volontà di
    conoscere e memorizzare, a cui si aggiunge
    l’intelligenza intuitiva o ragionamento istantaneo analitico
    correlato all’immaginazione, facoltà intellettiva
    superiore del genere umano, senza la quale non potrebbero nascere le
    grandi idee, le scoperte scientifiche,
    le produzioni artistiche nei vari campi.
    Metaforicamente Caino, per suo interesse personale, allontanando
    l’AMORE, la Libertà, la tensione al Vero,
    rifiuta l’uso della facoltà intellettiva superiore, in sintesi la
    Riflente e pone limiti all’umanità.
    Così, finché non si recupererà la Riflente, non si vivrà come esseri
    umani non sfruttando appieno tutte le
    potenzialità intellettive!

    Parte del Libro: La RIFLENTE a breve l’uscita…
    Lorenzo Pontiggia
    il Poeta marylory

  • lorenzo pontiggia // 22 Gennaio, 2009 a 10:40 am | Replica

    La Santa Madre

    Dal grembo di Santa Terra

    nasce la Madonna

    Madre di tutto

    benedetta dal MISTERO!

    Noi poveracci

    in nome di conquiste

    speculative,

    ogni giorno la sfregiamo!

    il Poeta

  • lorenzo pontiggia // 27 Gennaio, 2009 a 12:03 pm | Replica

    27-02- 45: Ricordare

    Facile dimenticare,
    impera l’ego di Caino…
    La pellaccia
    è sensibile all’edonismo…
    La Riflente
    vegeta nel limbo,
    l’ago è impazzito,
    si premono bottoni
    cadono i birilli…
    E’ il gioco della bestia
    seduto alla tastiera
    padrone di nulla
    ma col potere carpito
    con l’inganno
    in nome dell’ignoranza
    schiava senza AMORE…

    il Poeta

  • lorenzo pontiggia // 22 Marzo, 2009 a 4:09 pm | Replica

    Internet

    -Ciao a tutti,
    essendone direttamente interessati abbiamo deciso di lanciare una discussione su uno dei temi caldi del momento: quali regole per Internet?-

    Rispondo:
    le regole in Internet nascono in coscienza di Riflente (Riflessione-mente), soprattutto nelle scuole, dove buone maestre possono insegnare non solo ad usare il computer…

    -La Rete delle Reti oggi si configura come una zona franca ove, nel bene e nel male, si può fare e dire praticamente tutto e – se si è un minimo accorti e si dispone degli strumenti adatti – l’impunità è poco meno che garantita.-

    Rispondo:
    la Libertà d’espressione e l’educazione civica comportamentale è demandata alla scuola almeno dell’obbligo, ma purtroppo per mancanza di etica da parte dei governanti che sfruttano l’ignoranza non è insegnata, così si tira a campare…

    -La natura intrinseca di Internet ne fa una struttura sovranazionale e la sua regolamentazione richiederebbe un approccio mondiale, forse addirittura un ripensamento del concetto di diritto applicabile agli Stati sovrani.-

    Rispondo:
    Fallita la globalizzazione per mancanza d’umanità, non vorrei vedere una globa-gattopardo sovranazionale al servizio ancor di più di chi comanda!

    -Mentre si continua a pensare però la Rete ospita di tutto: meravigliose battaglie democratiche e civili, orizzontalizzazione dei saperi e delle conoscenze, amplificazione del ventaglio delle opportunità individuali, condivisione di valori ed esperienze; dati estremamente positivi ai quali purtroppo si somma un rovescio della medaglia composto da cybercrimes, truffe, adescamenti, diffamazioni, pedopornografia e traffici illeciti di vario genere e natura, il cui contrasto è sempre più difficile.-

    Rispondo:
    la scuola è un fallimento, la Rete può dare alle nuove generazione ciò che manca alla scuola!
    Non si può pretendere che Caino l’assassino, il nostro antenato per non dire padre, iniziatore delle maleguerre s’arrenda!
    Ripeto: è la testa di comando che deve dare l’esempio!

    -Vorremmo raccogliere le vostre opinioni su quelli che ritenete i metodi più corretti per favorire
    uno sviluppo armonico della Rete che massimizzi i valori positivi, arginando nel contempo
    le distorsioni provocate dalle attività illecite.
    Grazie per la partecipazione,
    Team Community Rai-

    Rispondo:
    è da nove anni che navigo in un paradiso d’intrighi, ma d’AMORE e sono solo all’inizio del più bell’amplesso dopo quello della Vita e in futuro del Trapasso, d’essere meravigliosamente felice del Dono d’Internet, datoci dall’Immanenza del MISTERO, tramite la Riflente, il mezzo per creare, cambiare in meglio la società a dimensione Umana, principio della Rivoluzione d’AMORE!
    Internet è già controllata da Finanza, Polizia, Carabinieri…
    Quindi lasciatela vivere affinché diventi la scuola del domani…

    Lorenzo Pontiggia
    il Poeta marylory

  • lorenzo pontiggia // 23 Aprile, 2009 a 11:35 am | Replica

    L’Uomo è Eterno!

    Discende dal MISTERO,
    si perpetua la specie
    nell’amplesso alla Vita,
    con la Gran Madre
    si rinnova il testimone!
    E finché ci sarà AMORE,
    l’Uomo è Eterno!

    Lorenzo Pontiggia

  • lorenzo pontiggia // 17 Giugno, 2009 a 7:42 pm | Replica

    -Confessioni di una mente perversa:

    Io mi pongo il problema (attorno alla poesia) perchè non capisco per quale ragione il poeta debba essere ammirato stimato o pagato in un certo modo (quando non accade son contento)… io non ho bisogno della poesia, se anche capita è un “accidente della materia” e quindi neanche ci faccio caso. Trovo stupido che la gente s’interroghi sul senso di qualcosa che è molto meno di tutto l’enfasi che ci si mette per descriverla. Libri di poesia, libri sulla poesia… a scuola ti fanno studiare le poesie, mi sembra solo la perversione romantica di un animo triste e depresso.-

    Rispondo

    Ripeto: la Poesia è sintesi di Filosofia che si realizza in Politica, non politichese…Un grande discorso lo si può sintetizzare: Onestà, Capacità, Buonsenso!

    Prendiamo la Poesia “La ginestra” di Leopardi, Poesia ricca di Filosofia e Politica, il tutto nella semplice ginestra che nell’arido terreno sociale rimane attaccata al terreno guardando il cielo con AMORE lottando contro tutti!
    Ma per spiegarla c’è bisogno d’insegnanti di vocazione, tipo la ginestra!

    -Sai quando serve la poesia? (è un esempio) quando sei innamorato di qualcuno, allora ti spulci libri che non avresti mai letto per altre ragioni, ti ascolti canzoni che prima snobbavi grandemente, e dai un gran peso a tutto l’ideale poetico, ci sguazzi e dici “ah bello! senti che concetti profondi, che verso trascendente…. riesco a toccare lo spirito del tutto”…. come no… “quelle paerole mi toccano l’anima”…. passano 10 giorni, l’amore finisce o se anche non era amore il periodo romantico …. “na, non ne ho voglia, non sono predisposto a farmi fottere l’anima, magari domani”…. e dimentichi ogni cosa. Tutto sta nel grado di esaltazione.-

    Rispondo

    La poesia dell’innamorato… fa sognare e pensare d’essere poeta!
    La Poesia la s’incarna nel quotidiano, in Riflente il Carisma lo si sparge a piene mani, dando fastidio ai falsi poeti, politici, filosofi che s’affratellano tra di loro per spartire onori e denaro…
    Dando del “matto” chi non s’allinea con loro!
    La morale: i falsi sono infelici, incontentabili o famelici, pronti a piangere il morto…
    I Poeti son sereni e non si lamentano mai, nemmeno in Poesia, da Profeti, sanno mettere a nudo i mali sociali, senza paura d’incorrere in qualche pallottola…
    I grandi Poeti con semplicità sanno trasmettere parole scritte anche col sangue…

    -Quindi esistono categorie di persone… i depressi cronici che vogliono fuggire dalla realtà e non avendo una fantasia sufficiente per riuscirsi da soli (sapete la realtà è uno scoglio duro per tutti, dipende ANCHE (in poca parte cmq) da quanto l’ambiente ti concede) adottano quella degli altri,e diventano degli pseudosaccenti.. chiamiamoli “i cercatori d’oro”. Poi ci sono quelli che la fantasia ce l’hanno e si costruiscono un proprio mondo, se non altro più sincero, ma pur sempre una forma di autismo, certe persone difatti si perdono nella propria esaltazione, megalomania, nel disperato tentativo di essere originale a qualunque costo, chiamiamoli “i bimbi sperduti”. E poi ci sono le vie di mezzo, gente che ad un certo punto smetterà di scrivere e leggere perchè il momento romantico gl’è passato. Chiamiamole “persone normali”.-

    Rispondo

    Tutte le giurie e i premi sono al 99%: -Chiamiamole “persone normali”-

    A nessuno frega niente di questo, ma a me da molto fastidio. Il piacere di leggere è qualcosa che non ho mai avuto, fin da piccolo l’ho sempre trovato terribilmente noioso, faticoso, stancante, l’atto in sè lo detestavo. Mi sono avvicinato alla poesia come alla letteratura con l’esaltazione di chi cerca l’oro e di un bimbo sperduto cerca la via, per poi scoprirmi una persona normale… quelle persone normali che ho sempre detestato… come dici tu floyd (che ti ho scoperto maschio), “ignoranza mia”-

    Rispondo

    Per cominciare a far Poesia, Filosofia, Politica, riandiamo al periodo Presocratico, al motto dell’oracolo di Delfi, conosci te stesso, per Socrate diventa ricerca filosofica.
    Quindi coloro che si conoscono, e son pochi, usando la Riflente sono dei Vate di alta aspirazione civile!
    I più paradossalmente passano per matti, quando i matti son loro, una moltitudine, perché non usano la Riflente!

    - Sarà un discorso trascendente/mieloso/strappalacrime” “Non sono un grande letterato, uno scrittore e nemmeno un poeta,”: anche io prima mi preoccupavo di quello che dicevo, perchè doveva avere un senso, un significato cui le persone normali non davano; e allora tendi sempre a cercare di manetenere il tuo mondo, dove non puoi scoprirti altrimenti gli altri ti infliggono ferite imbarazzanti. Una vita fatta di scuse, di valori alti ed elevatissimi, da guardare sempre con ammirazione (gli alti) e con disprezzo (i bassi), perchè è così che mi era stato insegnato, e mi era stato insegnato anche a sentire un certo senso di colpa se risultavo banale, poco intelligente, o troppo avventato nel formulare un qualcosa di mio senza aver avuto il tempo di diventare qualcuno, di avere l’autorità sufficiente a poterla difendere. -

    Rispondo

    I falliti o pseudo artisti è piena l’aria, pur sparlando si sostengono tra di loro nella regola dell’opportunismo da politicanti…
    è di non insegnare o spiegare per non aver un concorrente che gli toglie smalto (pur falso) e pane…

    -Poi, un giorno, ti passa, ti passa una volta, poi torna, due volte ti passa, poi torna…. alla fine ti domandi quale cazzo sia la ragione di certi tuoi atteggiamenti. E’ giusto esaltare così baudelaire? uno che in tutta la sua vita, una vita intera dedicata a scrivere, ti fa 3-4 poesie decenti (parlo a titolo personale) e non di più, che poi non trovi neanche quel gran capolavoro, semplicemente perchè quelle 3-4 poesie non esercitano su di te lo stesso fascino costante, anzi in certi momenti le trovi proprio banali, stupide, e quasi sempre (costantemente) incomplete. Forse ho sempre avuto la speranza che ci fosse un modo per comunicare una sensazione uno stato d’animo (sai, il bimbo perduto), queste erano le mie aspettative nel senso di questo topic… trovarci un significato che fosse in qualche modo -se non oggettivo- unico per me e costantemente bello… quasi aver racchiuso l’essenza di qualcosa in un agglomerato condensato di parole. Una formula alchemica insomma. Veder svanire tutto poi… fa uno strano effetto. Altra aspettativa, ma questa è venuta consequenzialmente -perchè mi veniva richiesto-, mi aspettavo stima e autorità dalla conoscenza… da qualsiasi forma di consocenza, poesia compresa… quando poi decidi di vivere per te stesso te ne sbatti. Che rimane della poesia? “Un accidente della matteria”.-

    Rispondo

    Il Poeta maledetto, ebbe come padre un ex sacerdote e all’età di sei anni resto orfano, la mamma sposa un tenente colonnello, ma per la sua rigidità Charles comincia odiarlo…
    Mandato in collegio fu espulso per indisciplina, per non aver consegnato un biglietto di un suo compagno, Boudelaire, dimostra già la forte discontinua personalità, di non seguire i canoni tradizionali, ma bohemien d’accompagnarlo nel suo peregrinare…
    Il tenore di vita alto che teneva costrinse la madre ad interdire il giovane ed affidare il suo patrimonio ad un notaio.
    L’anno dopo tento per la prima volta il suicidio!
    I fiori del male, rappresentano il suo calvario, il lasciarsi andare contro corrente, contro la borghesia imperante (periodo di gran movimento culturale, politico e sociale: Marx, Proudhon…), d’arrivare a sposare il male essendo più attraente, accattivante…
    Boudelaire, dal 1949 è sfruttato dalla pseudo cultura come figura iconografica dell’intellettuale e poeta…

    -Ripeto: -la Poesia è sintesi di Filosofia che si realizza in Politica, non politichese…Un grande discorso lo si può sintetizzare: Onestà, Capacità, Buonsenso!”-

    Rispondo:

    chi non vuol capire non riconosce!

    -Questo vuol dire solo che la gente ci vede quel che vuole nelle macchie scure. Io personalmente satana.-

    Rispondo:

    devi sapere che il mio primo libro ha per titolo: “Satana ride” 1971

    -Quella spiegazione che dai sulla ginestra non convince. Leopardi era un poeta palloso, la prosa gli si addice di più, Leopardi è solo una forma di pensiero razionale che cerca sfogo attraverso la poesia, non è che la poesia, va spiegata, può esserlo.-

    Rispondo:

    la Poesia se è Poesia è un tesoro che va scoperto e centellinato…
    Amico, dimostri superficialità per non aver colto nulla dalla grande Poesia “La ginestra”!
    Sintesi che valorizza tutta l’opera di Leopardi…

    -Ma te sei quello sparato per la tangente platonica.
    Come si può discutere con uno morto 3 mila anni fa….-

    Rispondo:

    Platone ha usato per suo interesse i discorsi di Socrate.
    Da socratico, cerco di estrapolare i valori del Maestro e farli conoscere, perché le sue lezioni usate in Riflente sono il futuro dell’uomo!
    A Platone gli va riconosciuto il merito d’illustrare con i suoi scritti Socrate

    -Di poeti falsi è piena l’aria come dici tu… tu come ti senti?-

    Rispondo

    Mi sento in toto un Poeta! Di riflesso rompo l’archetipo!

    Montale, in una intervista sul Corsera, rubrica: “Lo specchio” nel 53/54, alla stessa domanda rispose: – Sono un travet della poesia!-

    I veri Poeti per antonomasia non possono mentire, devono essere se stessi!

    -Pensi che dopo aver letto la vita di baudelaire su wikipedia stia meglio? (sei un po’ assurdo, ammettilo)-

    Rispondo:

    caro amico se non usi la Riflente introspettiva, è ovvio che trovi palloso Leopardi e non cogli quel po’ di positivo di Baudelaire…

    -Poeta, è infantile dire “non hai capito tizio”, solo perchè le cose che dico non ti tornano. A me l’idea che l’uomo è come una ginestra mi sembra una strombanzata, sia a livello esistenziale che a livello politico, il riflente mi sembra solo una scusa per aggiustarti le cose come più ti aggradano. Le persone normali chiamano ciò intuizione, e ne fanno uso continuamente in modo più o meno consapevole, senza aver bisogno di riempirsene la bocca. è vero che l’occidente tende a rifiutare il principio intuitivo per quello logico (il che è una leggera contraddizione di superficie), ma non è abbaiando alla luna, ripetendolo all’ossessione, che cambierai le cose.-

    Rispondo:

    il non capire nasce dal non voler conoscere o andar oltre ciò che la Riflente dona se la si usa, ma prima bisogna recuperarla dall’anamnesi creata da Caino!
    La Riflente = Riflessione/mente, la possiede solo l’umano!

    -Si fa strada come risultato della conoscenza dell’habitat, raggiunto tramite la corteccia cerebrale della psiche, composta da cellule sensoriali intuitive, atte a determinare ragionamenti istantanei, stimoli di energia cosmica che nel cervello producono pensieri variamente intelligenti finalizzati a cogliere il senso della vita.
    Lo scibile umano esige il contatto diretto dei sensi, usando, ad esempio, la funzione visiva si proietta lo stimolo nell’area psico-motoria, da cui nasce l’azione della volontà di conoscere e memorizzare, a cui si aggiunge l’intelligenza intuitiva o ragionamento istantaneo analitico correlato all’immaginazione, facoltà intellettiva superiore del genere umano, senza la quale non potrebbero nascere le grandi idee, le scoperte scientifiche, le produzioni artistiche nei vari campi.

    Metaforicamente Caino, per suo interesse personale, allontanando l’AMORE, la Libertà, la tensione al Vero, rifiuta l’uso della facoltà intellettiva superiore, in sintesi la Riflente e pone limiti all’umanità che viene a trovarsi in anamnesi…
    Finché non si recupererà la Riflente, non si vivrà come esseri umani dà sfruttare appieno tutte le potenzialità intellettive!-
    Dal libro: “La RIFLENTE SESTOSENSO 2009

    -La vita di Baudelaire la conoscevo gia. Ma non trovo così eclatante la sua opera… poi è tutto relativo, se per te dice cose interessanti, se lo ritieni formativo nel tuo percorso… a me non basta più.

    Non so se ti è chiaro, l’amore non è sempre un bene. La carità può risultare spiacevole. E satana può essere buono.-

    Rispondo

    Sinceramente dovresti capirlo… e senza che lo dica, ripeto, sono un Poeta all’opposto!

    - Credi nella chiesa?-

    Rispondo

    Credo in Gesù uomo, quanto credo a Socrate…
    Il Poeta nella sua sensibilità è il critico per antonomasia della società!

    -poi un p.s.

    Guarda che platone aveva anche una dottrina orale che reputava più importante di quella scritta, e di cui non ha lascaito niente proprio perchè credeva inutile riportarla scritta. Addirittura era considerata un culto.

    Rispondo

    Caro amico era il Maestro Socrate che insegnava oralmente e non poteva che essere riconosciuto il Maestro della Maieutica!

    -A capo all’ingiù, ti ribalto
    NO platone ha una sua teoria orale, lo so che anche socrate l’aveva, ma quella di platone, a quanto sembra, prendeva spunto da socrate ma era diversa, aveva lati più oscuri si potrebbe dire. Dovrebbe essere scritto su gli ultimi libri che sono usciti neanche troppo recentemente sull’argomento (se ne sa molto poco). Non era un misandestanding (si scrive così?).-

    Rispondo

    Platone si vendeva al potere…
    Socrate, il Maestro Gesù, NO!

    Gli ultimi libri fanno acqua in Riflente!

    -Il non capire nasce dal non voler conoscere…. Beh… mettiamola così, se entrassi in comunicazione profonda con le cose, con qualsiasi cosa, probabilmente la troverei bella (si chiama estasi)… non importa essere Leopardi o baudelaire, basta un pezzo di asfalto sudicio per trovarci del bello e del significato…. tutto sta in ciò che puoi cogliore…. da leopardi ciò che posso cogliore sono contenuti più che normali, che mi sono serviti in passato, ma adesso non più.-

    Rispondo

    Il Poeta, critica se stesso per conoscersi, ripeto con altre parole per giudicare bisogna entrare nel momento storico che vissero i personaggi chiamati in causa, nel seguire il filo della problematica personale…
    Amico, se leggo non usando la Riflente, t’assicuro che la penso come te…
    Consiglio di rileggerti soprattutto la Poesia “La ginestra”, con attenzione…
    Ritenendola l’apice della sua opera poetica!

    -Vivo ancora come un uomo, non ho tempo per lasciarmi stuprare da qualunque cosa, pretendo che almeno quel qualcosa s’impegni per adescarmi. Serve tutto in momenti diversi. Al momento leopardi è un poeta tendenazialmente noioso… Non è difficile da capire. Per il tuo principio potrei sputare in terra e tu lo troveresti bello, e ricco di significato. Apriti al mio sputo, che viene assorbito dalla terra, cogline il senso, delle radici, della terra, il tuo amore supremo… fallo… crocifiggiti dato che ci sei…-

    Rispondo:

    ogni giorno ringrazio Internet che mi permette di scrivere e migliorarmi,
    porta la mia croce di Poeta Naif con donazione nell’essere stato… il Poeta più crocifisso nei forum per la mia apparente arroganza…
    Nel mio cammino ho sempre creduto in me, pagando di persona!
    Non deludendo i pochi che m’apprezzavano e non lasciando i miei detrattori a bocca vuota regalando “Perle ai porci”, titolo del mio secondo libro 1974.
    Spero d’averti accontentato!

    -Allora, analizziamo insieme il riflente di leopardi nella ginestra…
    facciamo assieme, e guidami tu, così non corro il pericolo di perdere il riflente… cosa vogliamo analizzare il suo stato psichico, la sua condizione sociale, il contesto storico?
    Ma se poi una volta analizzato e compreso tutto la penso alla stesso modo?
    Se invece di chiamarti il poeta e di parlare in terza persona cominciassi ad usare la prima, magari ti sentiresti più colpito, più ferito, tu allontani da te tutti quanti quando ti spacci per “il poeta” e filtri tutto quanto attraverso quella pseudomaschera, la tua pseudospocchia, i tuoi pseudosuperpoteri.-

    Rispondo:

    il Poeta naif è se stesso e non è Arlecchino…

    -Per rispondere al poeta su socrate… se la vogliamo dire tutta tutta tutta… ci sono poche testimonianze della reale esistenza di socrate… in realtà non si sa nemmeno se sia stato veramente una figura fisica; ammesso che sia reale, platone si è venduto al potere… bah… un modo come un altro di vedere le cose, quando si trasferì a siracusa (e per poco lo linciavano) cercando di esportare il suo modello di democrazia… è quello ciò a cui ti riferisci?-

    Rispondo

    Anche su Gesù uomo ci sono poche testimonianze…

    Platone, dovette lasciare Atene e rifugiarsi a Megara, poi girato il vento tornò ad Atene.
    Fu invitato a Siracusa, ma anche imprigionato e riscattato ad Egina come schiavo da Anniceri di Cirene…
    Il paradosso che scrisse il Critone, ma non ebbe la forza d’essere se stesso!

    -LA GINESTRA

    Qui su l’arida schiena
    Del formidabil monte
    Sterminator Vesevo,
    La qual null’altro allegra arbor né fiore,
    Tuoi cespi solitari intorno spargi,
    Odorata ginestra,
    Contenta dei deserti. Anco ti vidi
    De’ tuoi steli abbellir l’erme contrade
    Questi campi cosparsi
    Di ceneri infeconde, e ricoperti
    Dell’impietrata lava,
    Che sotto i passi al peregrin risona;
    Dove s’annida e si contorce al sole
    La serpe, e dove al noto
    Cavernoso covil torna il coniglio;
    Fur liete ville e colti,
    E biondeggiàr di spiche, e risonaro
    Di muggito d’armenti;
    Fur giardini e palagi,
    Agli ozi de’ potenti
    Gradito ospizio; e fur città famose
    Che coi torrenti suoi l’altero monte
    Dall’ignea bocca fulminando oppresse
    Con gli abitanti insieme. Or tutto intorno
    Una ruina involve,
    Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
    I danni altrui commiserando, al cielo
    Di dolcissimo odor mandi un profumo,
    Che il deserto consola,-

    col tuo AMOR di Ginestra!

    Ripeto:
    -Conosci te stesso!-

    Grazie Seire…

    Lorenzo Pontiggia
    il Poeta naif (marylory)

  • lorenzo pontiggia // 18 Giugno, 2009 a 7:59 pm | Replica

    LA POESIA

    Sintesi di Filosofia
    in Politica: Onestà,
    Capacità, Buonsenso!

    Germoglia
    dall’arido del sociale
    nel dono a tutti!

    Il Vate in “introRiflente”
    al ribollirsi del sangue
    s’incarna nel quotidiano…

    Con l’uso della Riflente
    offre smalto d’AMORE
    riconoscendo il vero!

    In scibile d’energia cosmica
    elargisce futuro, Poesia,
    idee artistiche alle scienze…

    Nell’essere se stesso AMA
    d’AMOR l’infinita vita,
    ma non d’arlecchino!

    Lorenzo Pontiggia

  • lorenzo pontiggia // 3 Luglio, 2009 a 11:48 am | Replica

    STENDHAL “La CERTOSA di PARMA”
    (1783-1842)
    Il suo nome Henry-Marie Beyle…

    Nel 1801 nell’esercito napoleonico partecipò alla campagna d’Italia, nello Stato maggiore del Gen. Stéfhane Michaud.
    Nel 1814, con la caduta di Napoleone, rientra in Italia e dimora a Milano, s’innamora non solo di donne e della Lombardia, soprattutto decanta il Lago di Como, uno dei paesaggi più belli della natura…
    Visita Parma e pensò al romanzo della sua vita: “La Certosa di Parma”, ricco di suspense da dosare al meglio la Riflente (Riflessione-mente), da penetrare nei meandri della corteccia cerebrale della psiche nel cogliere le infinite sfumature che sfuggono ai più da lasciare i lettori a bocca aperta!
    Romanzo iniziato nel 1832 e finito nel 39, dove trasmette la propria esperienza di vita…

    Lo consiglio a tutti per la ricchezza che dona a piene mani e sarà sempre attuale per la profondità e la verità che trasmette!

    N.B.
    A Ferdinando Martini un grazie per la traduzione…

    Lorenzo Pontiggia
    il Poeta marylory

  • lorenzo pontiggia // 5 Luglio, 2009 a 4:20 pm | Replica

    -Qual è la prima cosa da fare per iniziare ad usare la Riflente?-

    Rispondo
    Ciao AlexM…
    La Riflente è il Dono della TRASCENDENZA MISTERO, dato all’Uomo nel segno dell’IMMANENZA, che sboccia dal Ventre di Madre Terra in Armonia col Tutto, perché nulla si disperda.
    Responsabilità di usufruire dei beni in natura, ma che Caino (metafora) non vuol dividere con nessuno, e così comincia l’infelice vita dell’incontentabilità, infelicità, stress, paure, guerre e mai Pace…

    Paradossalmente prima dei 10 Comandamenti di Mosè, il conoscere se stessi vuol dire aver la consapevolezza di essere parte del Tutto, quindi occorre eliminare il pensiero speculativo che non conviene a noi stessi!

    -dovresti istituire dei corsi…come ci sono i corsi di yoga, di taglio e cucito, di scrittura creativa…ci dovrebbero essere anche quelli di Riflente-

    Rispondo
    Se attuassi corsi che tu proponi farei anch’io speculazione e nulla cambierebbe…

    La Riflente essendo intuizione naturale può essere colta da tutti, basta volerlo…

    Grazie…
    Pontiggia Lorenzo

  • lorenzo pontiggia // 8 Luglio, 2009 a 10:53 am | Replica

    I PASCOLI DEL CIELO – John Steinbeck 1932

    Steinbeck nei 12 racconti presenta l’altra faccia americana, dove la sottile invidia e l’ignoranza fa morire la speranza…
    Speravo fino all’ultima pagina che almeno una su dodici finisse in gloria…
    I Nobel si vincono per amicizie…
    Non consigliabile…
    Pontiggia Lorenzo

  • lorenzo pontiggia // 12 Luglio, 2009 a 3:49 pm | Replica

    I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER – GOETHE

    Un’immortale AMORE che dà un Senso alla Vita…

    - … per riprodurre l’eloquenza dei suoi gesti, l’armonia della sua voce, e il fuoco segreto delle sue pupille bisogna essere “Catullo”…-

    -Guai a coloro che abusano del potere di cui dispongono sopra un cuore per strappargli le semplici gioie che spontaneamente vi germogliano!-

    - …quando le sto vicino; è come se l’anima mi si tramutasse in ogni fibra.-

    - …vedevo monti ammantati… e le valli, nelle svariate curve ombreggiate da graziosissime selve, e intanto il fiume soavemente scendendo fra il sussurrio dei canneti… udivo il canto degli uccelli…, vedevo le misteriose Forze, operare e operare congiunte… e i moscerini a milioni di sciami danzavano lietamente nell’ultimo raggio rosso di sole…-

    -…quando ripenso alla favola del cavallo che, insofferente della libertà, si lascia mettere sella e morso e a suo scorno viene cavalcato…-

    -Questa notte,… la tenevo fra le mie braccia; stretta forte al mio petto; e coprivo la sua bocca, sussurrante amore, d’infiniti baci, il mio occhio nuotava nell’ebbrezza del suo!-

    -… io le bacio mille volte, perché tu le hai toccate: e tu, spirito del cielo, assecondi la mia…-

    Carlotta, eternamente t’AMO!

    Fulgido AMORE che ci rende eternamente liberi

    Un libro d’AMORE che prende nel gustarlo…lasciandoci una profonda nota nell’eternale amplesso d’AMORE…

    Consigliabile, e che scriva un libretto da teatro…
    Grazie GOETHE

    Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory

  • lorenzo pontiggia // 18 Luglio, 2009 a 4:40 pm | Replica

    BUIO A MEZZOGIORNO di ARTHUR KOESTLER

    La danza della purga staliniana; il Principe è il libro dei tiranni; la vecchia guardia della Rivoluzione è morta, il Partito è l’incarnazione dell’idea rivoluzionaria, non conosce né scrupoli né esitazioni, chi non la professa deve essere eliminato, il fine giustifica i mezzi!

    -Spingiamo a staffilate le masse gementi del Paese verso una futura felicità teorica…-

    - … il ripudio e la soppressione delle proprie convinzioni quando non vi sia prospettive d’attuarle…la sconfessione delle proprie idee = morte silenziosa!-

    Rubashov, pensò all’armonia degli indigeni della Nuova Guinea che vivevano con istituzioni democratiche sviluppate, ma purtroppo la rivoluzione si mangiava i migliori da fallire , trascinando i contadini russi… da navigare senza zavorra etica!-

    -Per che cosa muoio? Ma dov’era la Terra Promessa? Mi trovo dinanzi il nulla assoluto… Pertanto, alla vigilia della mia ultima ora, piego le ginocchia dinanzi al Paese, alle masse, al popolo tutto…-

    -Evidentemente anche una striscia di cielo azzurro era sufficiente a causare lo “stato
    oceanico”.-

    Ho colto con AMORE i pochi passaggi di un “pastone” che non consiglio…

    Lorenzo Pontiggia

  • lorenzo pontiggia // 25 Luglio, 2009 a 6:03 pm | Replica

    LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di GEORGE ORWELL

    Noi che siamo? Che non usiamo neanche i cinque sensi d’esser peggio degli animali…
    Agli animali manca la RIFLENTE, (Riflessione-Mente).
    Noi che l’abbiamo dalla nascita, ma a causa dell’atto di Caino ci troviamo in anamnesi, da cui nasce l’incapacità dell’umano di creare un’alternativa da tradire se stesso e la sua progenie…

    -Tra i maiali e gli uomini non vi era e non doveva esservi urto alcuno d’interessi.-
    - Se voi avete i vostri animali inferiori contro cui lottare, noi abbiamo le nostre classi inferiori!-
    -Signori, ecco il mio brindisi: alla prosperità della Fattoria Padronale!-

    -Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.

    Orwell, si rifà alla mancata Rivoluzione Russa: Lenin (Palla di neve) tende a realizzarla…, ma Stalin (Napoleon), gira e rigira crea la democratica dittatura basata sulla imperante speculazione verso gli animali schiavi a due zampe, il prossimo!

    Novembre 1943-Febbraio 1944

    Solo 130 pag. divertente, facile lettura, consigliabile…

    Pontiggia Lorenzo

  • lorenzo pontiggia // 7 Agosto, 2009 a 12:16 pm | Replica

    IL PUROSANGUE di D.H. LAWRENCE

    - Ben presto, tacitamente, il suo matrimonio divenne senza sesso…-

    - Lu, si era invaghito di St. Mawr. Era adorabile colore rosso d’oro, e un invisibile fuoco oscuro sembrava emanasse da lui…-
    - Ed era stupita di sentire il calore della sua vitalità penetrare in lei… gli occhi la fissavano con diabolica espressione di domanda. Esso drizzava le orecchie come pugnali sulle pure linee… in tutto il suo corpo rosso… splendido demonio che le toccava di adorare… imponeva un destino al suo cuore… né poteva comprendere.-
    - …tirava indietro le orecchie, mostrava i denti e sporgeva i grandi occhi pieni di demoniaco caos.-

    - Ma io non voglio dell’intimità, mamma. Sono così stanca di tutte le intimità. Amo St. Mawr perché non è intimo… Da dove gli viene tanta vita? Questo è il mistero.-
    - E sai, mamma, gli uomini smettono di pensare veramente quando è morto in loro l’ultimo avanzo dell”animale selvaggio.-
    -Sai figlia, sono giunta alla conclusione che quasi nessuno al mondo vive veramente.-

    -Meravigliosa bellezza e fascino delle selvaggie cose naturali! L’orrore della vita innaturale dell’uomo e della sua ammonticchiata civiltà!
    I pesci volanti irruppero dal mare in nuvole di argentea e trasparente velocità.-

    - Come un gioiello tra le pietre, una perla data ai porci, forse. Ma quei porci non erano sciocchi.-
    - E mi darò alle presenze invisibili. Servirò le presenze invisibili… Come le antiche vestali…-

    - I fiumi di fuoco che all’improvviso irruppero dal cielo ed esplosero vicino come se tutta la terra fosse scoppiata la spaventarono fino all’intimo, con certezza cinica, essa apprese ” che non vera un Dio misericordioso nei cieli”.-

    - Io non odio gli uomini perché sono uomini, come fanno le monache.
    Mi ripugnano perché non sono abbastanza uomini… Mai più vita in comune…-

    Lawrence presenta le contradditorie peripezie romanzate senza cadere nel banale…
    Bellissime le descrittive istantanee su St. Mawr e i dialoghi tra mistress Witt e Lu…
    Lettura consigliabile…

    Lorenzo Pontiggia

  • lorenzo pontiggia // 12 Agosto, 2009 a 7:16 pm | Replica

    LA BUONA TERRA di PEARL S. BUCK
    (1892-1973)

    Scrittrice che recupera il valore della donna in una società maschilista!
    Romanzo scorrevole che racconta l’odissea d’una famiglia, dove l’ultimo può diventare il primo!

    - Dai tempi in cui era bambino sulle ginocchia della madre, mai alcuno aveva visto il suo corpo… Oggi tuttavia qualcuno gli avrebbe posato sopra gli occhi, e Wang Lung voleva a tutti i costi essere pulito… l’acqua che usò costava fatica, ma era per la sua donna, che non conosceva! Gridò al padre: …-

    - …

    rispose Wang Lung.-

    O-lan mancava di bellezza, ma si dimostrava capace, intelligente, un tuttofare da far girare la giostra al meglio.

    Allo spuntar dell’alba, sentendosi felice pensò: .
    - O-lan, ebbe l’ordine che al mattino al padre gli fosse portata una ciotola d’acqua calda senza foglioline di tè, per non sentirlo brontolare che si spendeva…
    La porta si aprì ed ella entro con il suo passo silenzioso, reggendo fra le mani una ciotola d’acqua fumante, che egli accolse seduto sul letto. Sull’acqua della ciotola galleggiavano alcune foglioline di tè.
    Sorpreso egli guardò la donna, che, spaventata, disse subito: .
    -

    - .-

    -

    Guardandosi in viso sorrisero…-

    Il libro valorizza l’impegno della donna in famiglia…
    Consigliabile a tutti…
    Lorenzo Pontiggia

  • lorenzo pontiggia // 29 Agosto, 2009 a 11:07 pm | Replica

    DOCTOR FAUSTUS di Thomas Mann

    - I miei due figli servono oggi il loro Fuhrer, uno in un posto borghese, l’altro nelle forze armate… così i legami di questi giovani con la tranquilla casa paterna sono assai lenti.-

    Il romanzo racconta la vita del compositore tedesco Adrian Leverkuhn.
    Il protagonista venderà l’anima al diavolo in cambio dell’immortalità della propria opera artistica.

    - La natura stessa è troppo piena di produzioni a sorpresa, che danno del magico, di capricci ambigui, di allusioni semi velate e accennanti stranamente a un mondo incerto, perché i devoti, nella loro pudica moderazione, non debbano scorgere in queste occupazioni una temeraria trasgressione…
    Non mi si venga adire che qui non si comunica niente ! É una comunicazione inaccessibile, e contemplare questa contraddizione è pur anche un godimento… da ragazzo, comprendevo chiaramente che la natura extra umana è fondamentalmente illetterata, e questo, secondo me, costituisce il suo lato inquietante.-

    - Intanto un generale d’Oltre-Atlantico fa sfilare la popolazione di Weimar davanti ai crematori, e dichiara (dobbiamo dire: a torto?) quei cittadini che hanno tenuto dietro apparentemente con onore ai loro affari e tentato di non saper nulla, benché il vento portasse alle loro nari il puzzo di carne umana bruciata: .-

    - Il mio racconto s’avvia alla fine
    La profezia della fine, detta “Apocalipsis cum figuris”, risuonò, grande e tagliente, nel febbraio 1926 a Francoforte sul Meno…-

    - Chi del concerto poté udir la fine
    fu soltanto un cagnetto,
    che quando torno a casa
    ahimè! Si mise a letto.-

    - …ora non voglio più nascondervi che fin dai miei ventun anni son legato a Satana…
    Non crediate, diletti fratelli e sorelle, che per la promessa e la stipulazione del patto…
    San Tommaso insegna che per l’apostasia non v’è necessità di parole, e che per far l’evocazione basta un atto, anche senza un espresso omaggio.-

    Libro lento, noioso che non posso consigliare…

    Lorenzo Pontiggia
    il Poeta marylory

  • lorenzo pontiggia // 3 Settembre, 2009 a 5:28 pm | Replica

    LA SPERANZA – ANDRE’ MALRAUX
    (Trad. Giuseppe Ravegnani)

    La rivoluzione della classe operaia contro il regime di Franco!

    - -

    - Un rombo di autocarri carichi di fucili copriva Madrid tutta tesa nella notte d’estate.

    - Nella frescura della rugiada, l’alba di piena estate sorgeva su Barcellona…
    Le truppe ribelli erano giunte alla periferia.-

    Nell’Internazionale c’erano rappresentanti uniti di tutte le razze di proletari che combattevano per la conquista di salari decenti.
    Da tutte le parti si sparava e le mitragliatrici falciavano d’ambo le parti…

    -

    … .

    - La guerra univa mercenari e volontari nel suo aspetto romanzesco, ma l’aviazione li univa come le donne sono unite nella maternità…
    Strana forza del fuoco, crescendo e scemando con un ritmo da fucina, sembra ardere su tutti i morti della giornata…-

    - … in Spagna: soltanto un’ora dopo la morte dalla maschera di un uomo comincia a emergere il suo vero volto.-

    -

    Morale: le guerre servono a consolidare ricchezza e potere delle caste…

    Alla Spagna franchista appena uscita dal conflitto civile, gli fu permesso di non impegnarsi direttamente nella seconda guerra mondiale…

    Le rivoluzioni del popolo nascono spontaneamente per fame; oggi, dato che nel “mondo” c’è chi non ha il pane quotidiano, causa lo sfruttamento dei potenti, che cosa ci dobbiamo aspettare se non si usa la Riflente o il Sesto Senso?

    Consigliabile a chi piace cose di guerra…

    Lorenzo Pontiggia

  • lorenzo pontiggia // 12 Settembre, 2009 a 7:49 pm | Replica

    LA PRIMA MOGLIE ( Rebecca) di DAPHNE DU MAURER

    - Sognai l’altra notte che ritornavo a Manderley. Mi pareva di essere al cancello che dà sul viale d’ingresso, e non potevo entrare… Sorpresa: la natura aveva avuto il sopravvento… I boschi… avevano finito per trionfare. Scuri, prepotenti, si accalcavano ai limiti del viale…
    I rododrendi… avvinghiati a verzura selvatica s’erano dati a indegne nozze con una folla di ignoti arbusti, poveri esseri bastardi… L’edera regnava sovrana in quel paradiso perduto… e ben presto avrebbero invaso anche la casa.-

    - Quel pomeriggio mi trovavo in uno stato di grazia, il cielo increspato di cirri leggeri, e il mare chiazzato di bianche spume, e odo la mia risata, e la sua, che faceva eco… Poi si curvo e mi bacio sui capelli. disse. Sorrisi, ed egli mi rispose con una risata… egli disse. .-

    - Eravamo sul pendio di un’altura boschiva: disse egli. L’incanto mi prendeva a poco poco. Era il cuore di Manderly. …

    -… Pensavo, ecco che siamo due personaggi d’una commedia, tra un momento calerà il sipario, e poi c’inchineremo davanti al pubblico… Il cuore mi batteva come per un’emozione strana e insolita… Il sipario era calato sull’ultimo atto; e la scena era rimasta tale e quale, in attesa d’uno spettacolo diurno del giorno dopo… Ero un ospite che girovagando nei corridoi, si trovò nella stanza della padrona di casa…-

    - .
    - Che fossi riuscita finalmente a soffocare la mia personalità incolore? Bea se fosse stata al mio posto, si sarebbe infilata il vestito da sera. Ella apparteneva a un’altra razza d’uomini e donne… Ero stata educata male.
    Dalla finestra aperta entrava un brivido di vento, mi sentivo come una povera di spirito che avesse messo piede su un terreno proibito. -

    - Uno stormo di gabbiani s’era posato sull’acqua; e tutti insieme levavano un urlio rauco e insulso di bestie affamate… C’era in aria un presagio di temporale, il cielo bianco e opaco era gravido di pioggia, la quale tuttavia non cadeva.
    Sentivo fin l’odore di tutta quell’acqua ammassata dietro ai nuvoloni… -

    - Il detto: lontano dagli occhi, lontano dalla memoria…
    A Manderly, un nuovo giorno era nato, e la vita del giardino proseguiva… In un soffuso rosso intenso, quasi uno spruzzo sanguigno. E il vento salmastro che veniva dal mare ci soffiava le ceneri sul viso.-

    Libro scorrevole di un rosa-giallo: rosa-diavolo e rosa-angelo…
    Consigliabile a tutti…

    Pontiggia Lorenzo

  • lorenzo pontiggia // 23 Settembre, 2009 a 6:44 pm | Replica

    LA FINE DI GERUSALEMME di Lion Feuchtwanger
    (Critico teatrale e collaboratore di Brecht, pseudonimo di J.L. Wetcheek (Monaco 1884 – Los Angeles 1958).

    Libro scritto nel 1932, primo di una trilogia di romanzi sullo scrittore storico latino Flavio Giuseppe. I suoi libri furono oggetto dei roghi del 1933. Lion, considerava tutti gli uomini: .

    Usando la Riflente (Riflessione-mente) ci fa scoprire nuovi aspetti della storia d’ieri (scritta ad uso non solo dei vincitori) da dirgli grazie…

    Con l’espandersi di Roma, la zona del centro diventò irrespirabile per l’imperatore Nerone e i grandi signori, per riportarla in auge delimitò un perimetro e diede fuoco…
    Alla inaugurazione della Domus Aurea, Nerone era soddisfatto, disse: .

    – disse Giuseppe… L’imperatrice replicò: battendo le mani. …-

    L’imperatore volle estendere i confini dell’impero fino all’Indo, nel lontano Oriente, che Roma andava sognando da un secolo. Per il ministro Filippo Talassio la Giudea era un grosso problema, essendo un popolo fanatico, superstizioso e superbo fino alla follia… Il loro Dio non andava d’accordo con gli altri dei. La spedizione non avrebbe avuto successo finché Gerusalemme non fosse capitolata. Alla Giudea conveniva adattarsi alla politica mondiale: Dio era in Italia, il mondo era romano.

    - Giuseppe:
    Giusto:
    Replica Giuseppe: …-

    - …”I Legalitari”, per lo più aristocratici… temevano che una guerra con Roma andasse a loro danno… Il partito dei dottori del Tempio esortavano a guardarsi dall’usare la violenza fin tanto che i Romani non avessero intaccato la Legge: i 613 comandamenti di Mosè.-

    - Vespasiano domandò a Giuseppe:

    Replicò Vespasiano: e chiese: …
    -

    - Alcuni vedendo Giuseppe così sparuto, dicevano tra sé:
    … Giuseppe sorrise dall’alto delle sue convinzioni: -

    - Roma aveva digerito la sapienza e il pensiero dei greci. Ora era colta per inghiottire la sapienza e il pensiero dei giudei. Lo diceva il giovane Generale Tito, la virilità fatta persona, la virtù che aveva fatto degli abitanti sui Colli del Tevere i padroni del Lazio, dell’Italia, del mondo.-

    - Sull’alto della Via Appia, dove sorgeva la tomba di Cecilia Metella, il carrettiere fece la solita sosta e Flavio Giuseppe contemplò il panorama della città che si apriva davanti a lui…-

    Libro interessante e consigliabile che qualsiasi potere vorrebbe bruciare, perché usando la Riflente ci si libera da tabù e dogmi…

    Pontiggia Lorenzo
    il Poeta marylory

  • lorenzo pontiggia // 27 Settembre, 2009 a 4:24 pm | Replica

    L’ESTREMA GIOIA PAN KNUT HAMSUN (1859 – 1952).

    - E’ molto lungo il tempo e non passa veloce come io vorrei…
    Ero pieno di gioia e di gratitudine al profumo di radici e fronde e all’alito grasso del pino silvestre che ricorda l’odore del midollo .
    Un miglio sotto di me vedevo il mare, l’acqua vi ruscellava cantando una piccola melodia di bosco con l’accompagnamento del fagiano di monte -

    - osservai. Ella arrossì, mi strinse la mano…
    Passi leggeri, un respiro umano, un lieto buonasera. Spesso arrossisco di gioia solo pensando che domani andremo a caccia, il sole rosso ci illumina e non vogliamo entrare nella montagna…
    Nelle vene avevo un ruscello d’oro… baciai la mia bocca nello specchio…
    Da quel momento il mio cuore avrebbe voluto dovuto dirle:

    - Davanti a me giace per terra un fascio di rami secchi, un nido distrutto. E come quel nido d’uccello così è l’anima mia… la luna appariva come un ombra d’oro tuffata nell’argento… Tutto è stranamente mutato, la betulla nana sanguina rossa davanti le pietre grigie…
    Sopra ogni cosa si libra a collo teso un’aquila marina in agguato.-

    - La vita è un prestito e di questo prestito io sono grato!-

    - Romanticismo? Sì. Nient’altro che sentimentalismi e impressioni e versi e nulla? Sì.
    Tutto è mutato, io sono mutato. L’avventura s’è fermata nell’avventura…
    Senza alcun nesso proseguo e penso: l’estrema terra, l’estrema isola, l’estrema gioia…-

    E’ troppo corto il tempo nello sfogliare questo libro…

    Lorenzo Pontiggia
    marylory il Poeta

  • lorenzo pontiggia // 1 Novembre, 2009 a 7:17 pm | Replica

    I due romanzi di Teresa Desqueyroux – FRANCOIS MAURIAC

    - -

    L’infanzia di Teresa: neve alla sorgente del fiume più limaccioso. In liceo, pareva indifferente e assente dalle tragedie minime che straziavano le sue compagne, d’essere additata ad esempio dalle insegnanti… Per lei la pace non era che il letargo della serpe di Cleopatra…

    Ora trovandosi in quel corridoio sperduto del tribunale sentì sul proprio volto la nebbia e l’aspirò profondamente nell’attesa del terremoto, ma il marito la salva con un colpo di coda per la sua falsa testimonianza, quindi pensa lei: -Bernardo sa tutto…-

    Teresa, rivede Bernardo che agitato per un grosso incendio non s’avvede di trangugiare per ben due volte più gocce di Fowler…

    - L’ora dei galli è ancor lontana; nessun’acqua viva scorre in quel deserto, nessun vento agita le cime innumerevoli.

    Egli mormorò: .-

    - Che cos’è la morte? Non si sa cosa sia, la morte…. Teresa si odia…-

    - Se Bernardo le avesse detto: – Ti perdono: vieni…-, ella si sarebbe alzata, lo avrebbe seguito.-

    Dovunque io trascini questo corpo estenuato, questo cuore morente di fame, il mio atto mi circonda… O viva muraglia…-

    - L’amore, questa porcheria, non mi riguarda più… Mi sporgo come da un balcone inaccessibile… O pazza gioventù, convinta che la felicità si possa rimandare…-

    - .
    Ho bisogno di esser raggiunta nella disperazione. Non capisco come qualcuno non possa esser disperato…
    Agli stessi posti Teresa ritrovava tutti i muti testimoni del suo odio. -

    -
    … Maria la baciò dicendo: . Teresa sorrise…-

    - Il tempo sembrava lungo nell’oscurità . No, non poteva più leggere.
    -

    - L’invidia per la felicità dei semplici è la madre dell’ignoranza…-

    Libro contorto sul negativo, sulla tortuosità del comportamento dell’uomo per mancanza di vero AMORE, da prendere con le pinze…

    Pontiggia Lorenzo
    il Poeta marylory

  • lorenzo pontiggia // 6 Novembre, 2009 a 9:08 pm | Replica

    IL MONDO NUOVO di ALDOUS HUXLEY.

    Il MISTERO ha dato all’uomo nell’immanenza del Creato la Riflente o Sesto Senso, con la quale esso può raggiungere qualsiasi traguardo d’immanenza utopica.

    Romanzo di fantascienza dove il buonsenso si è perso per strada e i cittadini del Mondo Nuovo sono sottoposti a condizionamenti senza nessuna nozione della storia passata, da credere che il loro tempo sia il migliore dei mondi possibili, e che parlare di “madre” e “padre” è proibito, e i libri son materia “sovversiva” anch’essi proibiti…

    - “Ma caro il mio ragazzo!” Il Direttore si voltò rapidamente verso di lui. “Non vedete? Non vedete?” Alzò la mano: la sua espressione era solenne. “Il Processo Bokanovsky è uno dei maggiori strumenti della stabilità sociale!”-

    L’eugenetica serve per forgiare una nuova società da sfruttare a basso costo a vantaggio della casta…

    - Siamo nell’anno 2540 D.C. Il motto: Comunità, Stabilità, Identità. Unico Stato.
    Il Pianeta, governato da dieci Governatori Mondiali.
    Instaurando il modello Ford (il Dio nel segno della T) basato sul principio dell’eugenetica, s’annulla la personalità, ottenendo mano d’opera a bassissimo costo con la riproduzione umana extrauterina in serie dove ognuno appartiene a tutti…-

    - Gli esseri umani son divisi in caste, tramite un ritardo controllato dello sviluppo degli embrioni, avvelenati per via chimica o per privazione dell’ossigeno, in modo da influenzarne il futuro sviluppo fisico e intellettivo. Le tre caste inferiori sono prodotti per clonazione.
    La casta alfa, individui destinati al comando, i beta agli incarichi amministrativi, ma senza le responsabilità del comando. Le tre caste inferiori sono le gamma, delta e epsilon in grado decrescente di intelligenza… Il condizionamento psico-fisico inizia sin dal concepimento. Ogni individuo viene indottrinato ad amare la propria collocazione sociale. Come “rimedio” per ogni eventuale infelicità, agli individui viene fornito un medicinale chiamato soma, una droga euforizzante e antidepressiva per garantirsi il controllo della popolazione.

    Sotto molti aspetti la società del Mondo Nuovo può essere considerata utopica e ideale: l’umanità è finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice.-

    - disse il Direttore: e gli studenti, annotarono: cominciare dal principio. e mostro le file di provette numerate. … Far crescere novantasei esseri umani dove prima ne cresceva uno solo. Ecco il progresso… Aggiunse il Direttore sentenziozamente.
    Per la condizionatura ci vogliono parole, ma parole senza ragionamento, tipo: , avevano sentito ripetere queste parole centocinquanta volte ogni notte per dodici anni.-

    - Il Selvaggio: Bernardo ne provò invidia.

    disse il Selvaggio voltandosi verso la schiera di gemelli .

    Facile raccogliere da questo libro la realtà attuale… La dinamica scienza-potere paradossalmente è la stessa!…

    Pontiggia Lorenzo
    il Poeta marylory

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