Se l’“Apologia di Socrate” racconta del processo che condannò Socrate a morte ed è incentrata nella sua arringa finale, il “Critone” è il dialogo che Socrate tiene in carcere con il suo amico Critone appena qualche giorno prima dell’esecuzione.
Come già detto il processo di Socrate è avvenuto nel 399 a.C e i due dialoghi risalgono a prima del 387 a.C.. Storicamente i fatti riguardanti il “Critone” hanno luogo alcuni giorni dopo l’”Apologia di Socrate”.

Era uso nella “corrotta” Atene che il condannato a morte riuscisse a fuggire dalla sua condanna senza alcun clamore. Critone va a trovare Socrate in carcere e offre lui la possibilità di salvarsi la vita da una condanna ingiusta (per l’appunto vedi l’”Apologia”). Come già ribadito Critone sottolinea che un’eventuale fuga di Socrate non costerebbe cara nè a lui nè ai suoi amici. Infatti tale fuga sarebbe costata solo pochi denari necessari per corrompere i carcerieri e poche ritorsioni legali. Anzi, Critone si preoccupa dell’opinione del volgo e di come questo giudicherebbe lui e gli altri compagni di Socrate se questi non provassero nemmeno a farlo fuggire.
Socrate nel rifiutare la possibilità offertagli dall’amico argomenta un’etica (anche se forse il termine etica non è propriamente giusto in quanto storicamente la prima etica è l’Etica Nicomachea di Aristotele, quindi posteriore a Platone) perfetta riguardo i diritti del cittadino e il rispetto che questi deve alle leggi che governano lo stato-polis ateniese.
SOCR. “Vedi ora, o Socrate, – potrebbero seguitare le Leggi, – se è vero quello che noi diciamo, che cioè non è giusto che tu faccia contro di noi quello che ora appunto hai animo di fare. Perchè noi che ti generammo, noi che ti allevammo, noi che ti educammo, noi che ti mettemmo a parte di tutti quei beni che erano in nostro potere, e te e tutti gli altri concittadini; noi, dico, nonostante ciò, ti abbiamo pur anche fatto capire in tempo, col darne licenza a chiunque degli Ateniesi lo desideri, dopo che sia stato iscritto al registro dei cittadini e già conosca il governo della città e le sue leggi, che se a taluno queste leggi non piacciono è libero di prender seco le cose sue e di andarsene dove vuole.[...] Ma chi di voi rimane qui, e vede in che modo noi amministriamo la giustizia e come ci comportiamo nel resto della pubblica amministrazione, allora diciamo che costui si è difatto obbligato rispetto a noi a fare ciò che noi gli ordiniamo; e se egli non obbedisce, diciamo che commette ingiustizia contro noi in tre modi: primo perchè non obbedisce a noi che lo abbiamo generato; secondo, perchè non obbedisce a noi che lo abbiamo allevato; terzo, perchè, essendosi egli obbligato di obbedirci, nè ci obbedisce nè si adopera [...]“
E’ in questa maniera che Socrate accetta la sua ingiusta condanna a morte. Fedele alla sua filosofia, al suo modo di vivere, il Socrate raccontatoci da Platone, accetta la condanna fuggendo una salvezza disonorevole, un esilio doloroso, una vita lontana dalla sua amata filosofia.
E’ questo forse l’insegnamento maggiore del socratismo, una vita vissuta e consacrata alla filosofia e alla moralità. Socrate, uomo fra gli uomini, cittadino tra i cittadini, preferisce morire secondo le leggi, che lui stesso aveva difeso ed elogiato con il suo filosofare, piuttosto che vivere tradendo le leggi secondo le quali aveva vissuto.
E’ questo un esempio di eticità e di moralità che ha attraversato i millenni e che merita ancora una volta di essere ricordato e ri-letto. E’ con questo esempio di costanza e di amore per la giustizia e per la verità che Platone elogia il suo maestro e lo getta di prepotenza nell’Olimpo dei miti di tutta la cultura occidentale.

5 risposte finora ↓
Platone, “Apologia di Socrate” « Briciole di Filosofia // 16 Ottobre, 2007 a 2:26 am |
[...] 12th, 2007 by fiak L’”Apologia di Socrate” è il “Critone” sono gli scritti di Platone che hanno come tema centrale il processo subito da Socrate. Il [...]
xeena // 16 Ottobre, 2007 a 12:58 pm |
Ma io che leggo solo i libri di Anne Rice che sono …ignorante, poi ho provato anche G.G.Márquez mi sa che non cambia molto….sempre ignorante.
Ciao buona giornata ovviamente scherzo!
mimhe // 16 Ottobre, 2007 a 1:14 pm |
sempre più superiorini sti post… prima c’erano spunti interessanti ora solo post da libro di testo?!
fiak // 16 Ottobre, 2007 a 2:21 pm |
@xeena
Io adoro GGMarquez, avrò letto 3 o 4 suoi libri, della Rice invece non ho mai letto niente
@mimhe
ti confesso che gli ultimi 2 post superiorini mi servono per una “trattazione” che spero di lanciare tra oggi e domani
Laboratorio: “Parallelismi tra le figure di Socrate e di Gesù” « Briciole di Filosofia // 17 Ottobre, 2007 a 12:09 am |
[...] si, lo devo ammettere: i post precedenti Platone, “Apologia di Socrate” e Platone, “Critone” sono stati dei post preparatori a questo Laboratorio. Come si evince dal titolo vorrei provare a [...]