Caratteristica fondamentale, direi primaria, di ogni religione monoteista è la detenzione della Verità. Nella religione monoteista esiste una sola Verità: la propria. Tale Verità, appunto perchè è unica non può essere contestata, discussa, messa in dubbio. La Verità è una e una sola, figlia della Rivelazione. La Rivelazione è vera ma interpretabile. Tale interpretazione non è possibile a tutti, ma solo i detentori della Verità possono permettersi di interpretare la Rivelazione e di rimanere nel vero.
Il Monoteismo mira ad inglobare e a cancellare ogni altra forma di verità, e dopo tende a far sparire anche il ricordo delle altre verità, annettendone il valore e denigrando ciò che non può cancellare.
Nemico storico del Monoteismo è il tanto famoso Relativismo, sia esso antico o contemporaneo. Il Relativismo è una posizione filosofica che nega l’esistenza di verità assolute, ovvero di Verità con la v maiuscola.
“Ogni cultura ha il suo proprio criterio, la cui validità comincia e finisce con esso. Non vi è alcuna morale umana universale.” Spengler. Credo che questa frase possa far comprendere il Relativismo. Altro grande esempio di Relativismo è il Politeismo, basti pensare alla Roma Imperiale dove era possibile adorare ogni dio come meglio si credeva e al Pantheon, il tempio di tutti gli dei.

Il Monoteismo nella storia ha prodotto guerre e stermini, ha mistificato la storia e ha cancellato le traccie dell’alto grado di civiltà del Politeismo. Alto grado di civiltà perchè permettere ad ogni persona di adorare il proprio dio come meglio crede e di non considerare nessuna religione superiore alle altre è, per me, un alto grado di civiltà.
Oggi il Relativismo è ancora indicato, dai capi delle religioni monoteiste, come un grande male da combattere ideologicamente; io credo, invece, che sia un valore da alimentare in una società che muove verso la totale globalizzazione. L’attuale pontefice ha dichiarato che “[il] relativismo culturale [..] offre evidenti segni di sé nella teorizzazione e difesa del pluralismo etico che sancisce la decadenza e la dissoluzione della ragione e dei principi della legge morale naturale. A seguito di questa tendenza non è inusuale, purtroppo, riscontrare in dichiarazioni pubbliche affermazioni in cui si sostiene che tale pluralismo etico è la condizione per la democrazia.”
In un mondo globale, onde evitare lo scontro di civiltà tra le grandi religioni Monoteiste, i capi di tali religioni invitano alla tolleranza della diversità dimentichi che la parola tollerare ha in sè un valore negativo, in quanto indica il permettere una negatività, ovvero il passare sopra un comportamento sbagliato.
Molte volte l’evoluzione storica non ha portato un’evoluzione qualitativa. La storia delle religioni ne è l’esempio più diretto, il passaggio da Politeismo a Monoteismo non è un’evoluzione ma bensì una caduta verso il basso, una perdita di valori etici preziosi, come appunto quelli del Relativismo, valore che dovremmo riconquistare.

10 risposte finora ↓
ideabroker // 27 Ottobre, 2007 a 6:58 pm |
Sono totalmente d’accordo con tutto il post (sono quindi totalmente favorevole alla tua interpretazione e al tuo pensiero) tranne che x un punto che io so corrispondere al vero e che non credo sia nocivo all’umanità… :
“La Rivelazione è vera ma interpretabile. Tale interpretazione non è possibile a tutti, ma solo i detentori della Verità possono permettersi di interpretare la Rivelazione e di rimanere nel vero.”
Questo punto è vero e solamente chi “sperimenta” e non chi crede perchè “obbligato a credere” conosce la verità di quanto sopra. Che poi i monoteisti sruttino questo punto per i propri “comodi”… è un altro discorso.
D’altro canto per un discorso evolutivo (esiste anche un’evoluzione spirituale), non tutti raggiungono determinati stati di concentrazione “meditativa”.
Per concludere ricorderei Pitagora, che pur non essendo monoteista (al limite panteista), adottava coi suoi “allievi” delle regole rigide “monoteistiche” quali quelle da te sopracitate.
Complimenti sinceri per il post ed il blog
fiak // 27 Ottobre, 2007 a 11:44 pm |
@ideabroker
grazie per i complimenti e contraccambio per il tuo blog.
Per quando riguarda l’intermpretazione della Rivelazione credo di essermi espresso male, scusa. In realtà indendevo sottolineare come l’interpretazione sia possibile solo per chi detiene la Verità, ovvero a colui che è esterno alla classe gerarchica della religione monoteista non è permesso interpretare le Scritture; mentre i gerarchi delle Scritture (i teologi) possono interpretare la Rivelazione a favore delle gerarchie della religione stessa e quindi giustificare la posizione già esistente della classe religiosa.
ideabroker // 28 Ottobre, 2007 a 5:45 pm |
“che la parola tollerare ha in sè un valore negativo, in quanto indica il permettere una negatività, ovvero il passare sopra un comportamento sbagliato.”
Non rammento bene l’etimologia del termine tollerare.
Avevo sempre considerato che tollerare significasse
rispettare opinioni, convinzioni diverse dalle proprie, accettare mostrando comprensione e indulgenza atteggiamenti e comportamenti altrui anche quando li si disapprova.
E quindi non il permettere una negatività (che eventualmente non è oggettiva ma soggettiva), ma una diversa concezione o diverso comportamento,educazione che una persona attraverso leu parole o gesti esprime e che sono troppo distanti da noi per poterli comprendere, giustificare e/o accettare.
Sicuramente sono stato poco chiaro, ma il tempo è tiranno!!!
fiak // 28 Ottobre, 2007 a 5:58 pm |
@ideabroker
Non ti preoccupare, nessun problema di chiarezza.
Potrei citarti Locke sul significato negativo della tolleranza, ma credo non ce ne sia bisogno.
Preferisco, anche per questioni di tempo, invitarti a fare una semplice riflessione, ti prego, correggimi se sbaglio:
“Cosa fai tu quando decidi di tollerare un qualcosa, che ne so, un comportamento di un tuo amico?”
“Decidi di passare sopra, di lasciar correre, un qualcosa, nell’es. un comportamento, che ti ha infastidito per una data negatività insida nel comportamento.”
Il tollerare prevede una negatività dell’oggetto che viene tollerato. Poi è logico che il giudizio sia soggettivo e non oggettivo, ma questo è un discorso troppo lungo!
ideabroker // 28 Ottobre, 2007 a 7:14 pm |
Credo la verità stia nel mezzo.
Si tollera sia un comportamento sbagliato a livello soggettivo che oggettivo. A volte un comportamento “giusto” è cq mal tollerato da un altro soggetto solo perchè diverso dal suo “punto di vista”. Cq, è bello discorrere con te, si sente che ne parli con passione. Una curiosità: sei laureato in filosofia?
fiak // 28 Ottobre, 2007 a 8:10 pm |
@ideabroker
Dai in fondo non stiamo dicendo due cose completamente diverse forse abbiamo solo sviato un pò.
Per la laurea in filosofia mi sa che dovrò studiare ancora un annetto o più.
md // 29 Ottobre, 2007 a 5:56 pm |
“Se Dio tenesse chiusa nella sua destra ogni verità e nella sua sinistra la sola inesausta pulsione alla verità, sia pure col corollario per me di un sempiterno andare errando e mi dicesse: “Scegli!”, con umiltà mi precipiterei alla sua sinistra e direi: “Dammi, padre! La pura verità è solo ed esclusivamente per te!”
(Lessing)
fiak // 29 Ottobre, 2007 a 7:28 pm |
@md
Grazie per la preziosa citazione, condivido a pieno, in effetti la conoscenza della pura verità credo che vanificherebbe ogni possibile filosofia e così oltre che disoccupato mi ritroverei anche senza hobby!
ideabroker // 29 Ottobre, 2007 a 11:07 pm |
Esiste una verità assoluta ed una verità relativa o sono tutte verità relative? Come la vedete voi?
fiak // 29 Ottobre, 2007 a 11:24 pm |
@ideabroker
Bella domanda, la risposta credo meriti un post, o meglio un trattato filosofico. Da parte mia, credo che ogni verità sia figlia del proprio tempo. Ovvero una credo che una conoscenza, così come una scienza, possa considerarsi vera, valida, attendibile solo in un determinato periodo spazio temporale.
Gli esempi storici di questo pensiero sono infiniti, basta pensare all’evoluzione della fisica: da fisica antica a galileiana, da galileiana a newtoniana, da newtoniana a einsteniana… Oggi noi consideriamo vera la fisica attuale ma le future conoscenze porteranno i nostri posteri a considerarle imprecise e infondate.
Ma in fondo questa è un pò l’evoluzione di tutta la conoscenza umana.