Briciole di Filosofia

Laboratorio su Hegel

8 Novembre, 2007 · 20 Commenti

I commenti lasciati da molti dei miei lettori sul mio ultimo post serioso, Hegel, “Fenomenologia dello Spirito”, mi spingono a buttare qui un mio giudizio puramente personale su Hegel e sulla sua filosofia.

Prima di andare avanti vorrei però ringraziare i miei commentatori, soprattutto quelli che commentando mi contraddicono con spunti seri. Un grazie dunque a tutti voi perché, come senz’altro già saprete, la filosofia cresce e si sviluppa grazie alle domande e alle obiezioni.

Nel post sopra citato mi sono limitato a dare un riassunto e successivamente una breve visione molto accademica della “Fenomenologia dello Spirito” di Hegel. L’accademicità del post è cercata e voluta, in quanto, nella filosofia, prima di filosofeggiare credo sia necessario avere delle salde basi, appunto accademiche.

Sinceramente io non stravedo per Hegel, anzi… Credo però che la “Fenomenologia” sia piena di spunti interessanti, quali la dialettica servo-padrone e la coscienza infelice, etc. etc.

Hegel’s Holiday

[Questo è un dipinto di Magritte dal titolo "Hegel's Holiday"

ma sinceramente non so cosa significhi...]

L’esigenza di questo post, dove lasciare spazio al mio giudizio su Hegel, è nata, come già accennato, da un paio di commenti. Infatti avete detto che Hegel è un liberale…


Il mio giudizio su Hegel è essatamente l’opposto. Credo che Hegel si limiti a fotografare il reale e a giustificarlo. Hegel non cerca di perseguire degli ideali, ma analizza il reale e lo pone come ideale. Nei suoi scritti lo Stato prussiano (il suo) è la realizzazione più alta che lo spirito possa avere, è quindi lo Stato perfetto, il miglior Stato che sia mai esistito. La religione cristiana (quella dello stato prussiano) è la religione che esprime meglio l’Assoluto, quindi la migliore religione che sia mai esistita. La filosofia di Hegel, e qui viene il bello, è la necessaria evoluzione della storia della filosofia, ovvero, guarda un pò, è la filosofia migliore che sia mai esistita, quella che racchiude l’insegnamento di ogni filosofia precedente ed è, in quanto filosofia, la migliore forma dello Spirito Assoluto. Hegel non si pronuncia sul futuro e sul possibile in quanto il suo campo di studio riguarda solo il reale. Dunque non dice che lo Stato prussiano, la religione cattolica e la filosofia hegeliana sono le migliori forme dello spirito possibili, comprendendo nel possibile anche il futuro, semplicemente perché ad Hegel non interessa l’avvenire, il possibile, ma a lui interessa solo ciò che è reale.

A coloro che vedono in Hegel un teorico della libertà dell’uomo rispondo tirando in ballo la “Filosofia del Diritto” (1821) di Hegel. Premetto di non aver letto il testo ma di conoscerlo solo attraverso manuali di filosofia, e sinceramente non credo che colmerò questa mia lacuna nel breve periodo.

Nella “Filosofia del Diritto” (1821) Hegel afferma che la libertà è divenuta reale nel mondo etico:“Il sistema del diritto è il regno della libertà realizzata.” Hegel non parla di un’ideale libertà dell’uomo, non ipotizza un cerchio di libertà entro il quale l’uomo si possa muovere, non auspica l’acquisizione di nuovi diritti, semplicemente si limita a fotografare la libertà già esistente all’interno dello Stato e ad affermare che essa sia una libertà perfetta.

Io credo che questo sia alquanto limitante in quanto sempre nello stesso testo Hegel afferma che lo Stato non deriva la propria sovranità dal popolo, ma dalla sua stessa sostanza. Tant’è che il nostro filosofo esclude il principio democratico della partecipazione del popolo agli affari di Stato. Inoltre lo stesso Stato è al di sopra di ogni legge, sia essa legge scritta che legge morale, in quanto lo Stato stesso è la vita divina che si realizza nel mondo. Questo principio permette allo Stato di soffocare e di reprimere ogni diritto e ogni libertà dell’individuo senza alcuna giustificazione.

Per Hegel, lo Stato è il fine supremo della storia e la libertà dell’uomo si realizza all’interno dello Stato.

Ora qualcuno obbietterà che Hegel in età giovanile fu un sostenitore di Napoleone, il quale mirava a spodestare i vecchi Stati europei e a portare il vento della rivoluzione francese in tutta l’Europa. Io risponderò questi che a me Hegel sembra molto una banderuola che asseconda il potere più forte e che col cambiare del vento cambia partito politico e posizione presa.

A coloro che mi diranno che Hegel è uno statalista io risponderò che Hegel, a mio avviso, è uno sporco statalista.

Vorrei chiudere questa mia discussione citando dei leggeri giudizi che Schopenhauer ci ha lasciato di Hegel:

Hegel è “un ciarlatano pesante e stucchevole”, la sua è “una buffonata filosofica” ovvero “la più vuota, insignificante chiacchierata di cui si sia mai contentata una testa di legno espressa nel gergo più ripugnante e insieme insensato, che ricorda il delirio dei pazzi.”

Aggiunge Schopenhauer:

“Quale migliore preparazione per i futuri impiegati governativi e capi sezione, di questa che insegnava a dare l’intera vita allo Stato, ad appartenergli anima e corpo come l’ape all’alveare, a non avere altra mira che di diventare una ruota capace di cooperare a mantenere in piedi la gran macchina dello Stato?”

Ps Ho il netto presentimento che ora gli hegelisti chiederanno la mia testa….

Categorie: Fenomenologia dello Spirito · Filosofia · Filosofia del Diritto · Giudizio Personale su Hegel · Hegel · Laboratorio · Schopenhauer

20 risposte finora ↓

  • Lune // 8 Novembre, 2007 a 11:05 pm | Replica

    Non la vedo esattamente come te, ma ti faccio i miei complimenti per questo GRANDISSIMO post.

    Sono troppo stanca per risponderti ton a ton, ma mi permetto di copiarti un pezzo di un mio vecchio postato:

    “[...] parlava tra l’altro della mano invisibile ergo la società civile che si regola da se, come se fosse diretta veramente da una mano invisibile.
    Per Hegel la società civile si distingueva tra il sistema di concorrenza e il sistema di conflitto. Queste due cose non sono la stessa cosa e dunque non da scambiare. Per l’altro questo filosofo pensò che l’economia scozzese fosse la chiave per capire la societa civile [...]

    [...] l’arbitrio dei cittadini crea lo stato ma non crea la società civile, e in questo assomiglia a Rousseau ed entrambi si distinguono in questo da Kant.
    Voci cattive dicono che Hegel era il becchino della teoria contrattuale (ricordo Rousseau), perché per lui in essa mancava la legittimità dello stato. Forse Hegel a modo suo era, e questo è forse un po spiritoso a dirlo, un communitarista. Lui disse che un cittadino non è solo libero come esso ma pure come membro di altre società politiche (vedi anche Michael Walter “American Democracy & Civil Society”) e non è questa pure l’idea del communitarismo?

    [...] il stato non era un prodotto casuale della civile libertà umana, invece la società civile si.
    Per Hegel l’uomo solo nel stato si “tuffava” nella sfera della moralità e il essere cittadino non era più un atto libero (questa è una teoria molto importante di H.). Ora è destino dell’uomo di vivere nello stato e non più casualità (e notiamo: anche Hegel qui -come lo fecce già Kant- ripete le tesi aristoteliane). Dunque lo stato è la forma più alta della libertà. Questo perchè

    la vita e la proprietà = società civile

    la liberta = lo stato

    E cosi si capisce pure perché per Hegel la società civile è meno importante dello stato (ma la speranza nasce dalla società civile e si può dire con essa i primi segni per un stato sociale).
    Lo stato della ragione per Hegel è quasi identico al stato di diritto. Inoltre da molta importanza alle libertà esistenti anche nella società civile e questo si può spiegare con il prendere distanza dall’oikos.
    [...] l”IO” erano tutti e tutti sono uguali, tutti nati liberi: e questo è la sua confessione ai diritti umani. Hegel sta per la libertà moderna e l’autodeterminazione.”

    Mi sono dilungata, scusa.
    Ma noti la sottile differenza tra il tuo e il mio pensiero? :)

    PS: L’alunno di Hegel piú famoso è Marx. :D

  • Reiniku // 8 Novembre, 2007 a 11:12 pm | Replica

    Ciao Fiak, grazie per la visita, ti “ho visto” sul blog di Mario Domina…Veramente notevole il tuo sito, quando ho più tempo me lo guardo per benino.
    Ciao
    Reiniku

  • fiak // 9 Novembre, 2007 a 12:31 am | Replica

    @Lune
    Ho notato la differenza, che dirti? Per il momento ne prendo atto :)
    Ps Marx è la tipica dimostrazione di quando l’allievo supera di gran lunga il maestro!
    @Reiniku
    Grande md, lui è molto più bravo di me.
    Ti aspetto, a presto.

  • newyorker // 9 Novembre, 2007 a 12:12 pm | Replica

    non ho mai amato la filosofia e soprattutto i filosofi…ma leggerti è piacevole e interessante…un bacio e un complimento

  • sorè di rob // 9 Novembre, 2007 a 4:47 pm | Replica

    Il tuo post mi ha incuriosito, soprattutto per quanto riguarda il quadro. (Non mi arrischierò in dissertazioni filosofiche perché il liceo classico è ormai un solo ricordo, e poi io sono innamorata di Wittgenstein).

    Da una breve ricerca in rete ho scoperto che Magritte, a proposito di questo quadro, scrisse una lettera alla critica d’arte Suzi Gablik, spiegandole il perché di questo titolo.
    Mia libera traduzione dall’inglese:

    “Il mio ultimo quadro è nato da una domanda: come mostrare un bicchiere d’acqua in un quadro in un modo tale che non sia banale? O capriccioso, o discutibile, o debole ma – permettimi di usare questa parola – in modo geniale? (Senza falsa modestia). Ho cominciato disegnando molti bicchieri d’acqua, sempre con una linea dritta sul bicchiere. Questa linea, dopo il centesimo o centocinquantesimo disegno, si è ampliata, e alla fine ha preso la forma di un ombrello. L’ombrello è quindi stato messo nel bicchiere, e alla fine sotto al bicchiere. Cosa che è l’esatta risposta alla domanda iniziale: come dipingere un bicchiere in modo geniale. Ho quindi pensato che Hegel (un altro genio) sarebbe stato molto colpito da questo soggetto, che ha due opposte funzioni: nello stesso temo non ammette la presenza d’acqua (respingendola) e la ammette (contenendola). Ne sarebbe stato assolutamente deliziato, penso, o divertito. Come quando si è in vacanza, e così ho chiamato il dipinto ”La vacanza di Hegel”.

    Grande Magritte… ; D

    Best regards ; )

    sorè di Rob

  • md // 9 Novembre, 2007 a 6:22 pm | Replica

    Anch’io ero molto incuriosito dal quadro di Magritte, i suoi titoli a volte sono, se possibile, ancora più misteriosi dei quadri. Ma soré di rob ci ha facilitato il compito.
    Che dire sullo “sporco” Hegel?
    Certo, molte posizioni “politiche” e “ideologiche” di Hegel sono per noi intollerabili (ma questo vale anche per il reazionario Platone, lo schiavista Aristotele, l’eurocentrico Voltaire e… a proposito di Schopenhauer… gira un aneddoto non tanto carino su di lui a proposito di un cannochiale prestato a un soldato che sparava sugli insorti del ‘48, lo riporta Lukacs, mi pare, che aveva il dente avvelenato con lui, quindi magari esagera, però però… e del feroce antidemocratico Nietzsche? o del nazistone Heidegger?). Tutto questo non ci fa certo dire che tutti questi filosofi siano da buttare o no?
    La grandezza di Hegel rimane pur sempre il tentativo (fallito) di rappresentare l’intera realtà in tutta la sua complessità/tragicità e in maniera dialettica. L’individuo, il singolo tanto caro a Kierkegaard nel suo sistema viene sempre schiacciato da strutture più potenti di lui, ma come dargli torto? Io rimango marxianamente convinto della possibilità di autodeterminarci e di trasformare la realtà, di piegare la necessità e di essere “liberi”, ma… che fatica! Mi verrebbe infine da dire, un po’ per scherzo, che oggi ci vorrebbe proprio un neohegeliano che si provasse a scrivere una “Fenomenologia dello spirito globale”…

  • fiak // 9 Novembre, 2007 a 7:04 pm | Replica

    @sorè di rob
    grazie per la preziosa spiegazione dell’opera di Magritte, era proprio quello che cercavo, thanks!
    @md
    Eh si, i filosofi tra di loro se ne sono dette tante, secondo me l’offesa più simpatica è quella che Lutero apostrofa a Erasmo:”Porco Epicureo”
    Io non voglio buttare via Hegel, infatti prima di esprimere il mio giudizio su di lui ho tentato un’analisi “obiettiva” della sua Fenomenologia, ma personalmente, Hegel proprio non lo digerisco…
    Io di Hegel non sopporto i suoi giudizi sempre ottimisti, per lui tutto ciò che è reale e presente nel suo tempo è perfetto in quanto l’ultima manifestazione dello spirito assoluto.
    Anche io rimango marxianamente convinto della possibilità di autodeterminarci e di trasformare la realtà, e magari renderla un pò più marxista….
    Al contrario un neohegeliano che scriva una “Fenomenologia dello Spirito Globale” proprio non lo auspico in quanto non credo affatto che la società odierna sia la migliore espressione dello Spirito Assoluto, anzi credo che questa società necessita di una rivoluzione….

  • fiak // 9 Novembre, 2007 a 11:30 pm | Replica

    @md
    Ps L’aneddoto di Lukacs su Schopenahuer non lo conosco, come fa?

  • norton // 10 Novembre, 2007 a 3:59 pm | Replica

    Schopenahuer ce l’aveva con Hegel perché gli svuotava le lezioni e si facevano concorrenza, e poi Schopenahuer essendo paranoico se la prese con lui…

    Io credo che su Hegel non si posa affermare molto. Ogni volta che si parla del suo pensiero bisogna farlo con la sua dialettica, altrimenti saltiamo una parte.
    Della “Filosofia del diritto” ho letto pochi passi da confrontare con i pochi passi della “Critica del Giudizio” (se non sbaglio) letti.
    Il confronto stava tra l’ “etica” hegeliana e la “morale” kantiana.
    Ecco che in Hegel si legge che uno Stato per essere considerato tale deve essere riconosciuto come tale anche da almeno un altro Stato, ma l’unico modo per farsi riconoscere da uno Stato è autodeterminarsi. La stessa cosa succede nella Fenomenologia se alla parola Stato sostituiamo la parla coscienza.
    Non è mai A o B, ma la dialettica di A e B. A, la sua negazione e il superamento della negazione. Un po’ come nella teologia superlativa, và… :P

  • fiak // 10 Novembre, 2007 a 5:00 pm | Replica

    @norton
    Hai perfettamente ragione, Hegel è imprescindibile dalla dialettica, ma ad un certo punto bisogno pure affermare qualcosa. Hegel, di cui non si mette in dubbio la grandezza, non è un liberale ma uno statalista.
    Kant ha un fine propedeutico, vorrebbe educare l’uomo ad una legge morale, per Hegel la legge esistente è più che sufficiente.

  • norton // 10 Novembre, 2007 a 9:20 pm | Replica

    già, non è un liberale…

  • Reiniku // 14 Novembre, 2007 a 1:01 pm | Replica

    Wow, vedo ora il quadro di Magritte.
    Forse voleva dire: mandiamo in vacanza Hegel e la sua pretesa di voler spiegare tutta la realtà con la logica, la sua pretesa di contenere con la conoscenza la realtà (la famosa equazione hegeliana ontologia=gnoseologia),
    Oppure: nei miei quadri Hegel è in vacanza, tutto è possibile, niente è necessario.
    Però è anche interessante notare come entambi gli oggetti della raffigurazione (l’ombrello e il bicchiere) sono legati all’idea di acqua: il primo oggetto ripara dall’acqua, il secondo la contiene. Due atteggiamenti diversi dinanzi alla realtà. Due produzioni dello Spirito antitetiche ma entrambe necessarie…

    PS
    ti ho risposto sul mio blog (post: L’esperienza della verità)
    ciao

  • lealidellafarfalla // 14 Novembre, 2007 a 1:53 pm | Replica

    A me Hegel è sempre piaciuto: il suo pregio è quello di essere rotondo nella sua filosofia “Tutto ciò che è reale è razionale”. ma forse questa stessa rotondità questa voglia di compiutezza lo hanno portato a chiudersi, a trincerarsi dietro le mura di una logica che desiderava inespugnabile. Linemaneti della filosofia del diritto risente, credo, proprio di questo aspetto. Messosi a parlare di società e di stato ha avuto il timore che qualcosa gli sfuggisse e facesse crollare la sua costruzione logica, la sua filosofia.

  • Lune // 14 Novembre, 2007 a 10:46 pm | Replica

    allora?

    :P

  • lealidellafarfalla // 14 Novembre, 2007 a 10:48 pm | Replica

    Si è incartato.

  • fiak // 15 Novembre, 2007 a 1:36 am | Replica

    @reiniku
    Il bello di “Briciole di Filosofia” è il pubblico attento e reattivo. Leggi bene i commenti, al tuo dubbio ha già risposto sorè di rob in un commento precedente al tuo.
    @lealidellafarfalla
    Sarò un pessimista, un romantico, un idealista o tutto quello che volete voi ma proprio non ci riesco a vedere la realtà interamente razionale, non riesco a vedere nella storia un filo razionale che ha guidato lo spirito assoluto verso il miglioramento. La logica di Hegel sfocia nella metafisica che poi è risolta solo nella dialettica… Forse è proprio nella confusione che Hegel crea che si realizza l’unità tra finito e infinito, tra reale e razionale, non certo nel mondo reale, ne tantomeno nella filosofia come spiegazione del mondo reale.
    @lune
    Dare una risposta al tuo commento precedente è più difficile di quello che possa sembrare. Secondo me negli spezzoni che riporti ci sono delle contraddizioni. Affermi che la libertà è nello stato (parlando di Hegel è elementare) e poi affermi che Hegel sarebbe per la libertà moderna… Secondo me Hegel chiama libertà tutti i diritti concessi dallo stato al cittadino. La libertà prevista da Hegel non ha nulla a che fare con una libertà moderna, ci innoridiamo molto per quello che succede in Birmania o in Pakistan o in Darfur, in quanto lì vengono meno le libertà indispensabili dell’uomo. Lì viene sottratto all’uomo la libertà (diritto) alla vita, alla parola, alla manifestazione etc etc. Queste libertà vengono sottratte in nome dello stato assoluto, in nome dello stato che deve sopravvivere a qualsiasi costo, insomma lo stato tanto caro ad Hegel…
    Ps Marx critica fortemente Hegel dopo aver appreso il suo insegnamento, lo stesso Marx dice che la sua filosofia è l’opposto di quella hegeliana.

  • Reiniku // 15 Novembre, 2007 a 9:37 am | Replica

    Ops, sì ho visto, pardon per la disattenzione!
    Be’ a dire il vero il quadro mi ha subito ispirato e mi sono lanciata nella sovrainterpretazione…

  • Nicola // 18 Novembre, 2007 a 8:27 pm | Replica

    Credo anch’io che Hegel non fosse un rivoluzionario, sicuramente però il suo pensiero ha un respiro, una vastità che permette rivoluzioni.Credo che il pensiero di Hegel, a differenza di molti altri pensatori, sia concretissimo. Non ho mai letto un testo come la Logica che essendo assolutamente autoreferenziale, fosse così realista. Qualcuno di voi mi risponderà “Ovvio! Per Hegel tutta la realtà è la realtà dello spirito, quindi della sua filosofia!”.
    Sono d’accordo, ma rispondo che pochi sono gli uomini che hanno avuto la grandezza di generare una loro realtà.
    Saluti. Nicola

  • fiak // 18 Novembre, 2007 a 10:58 pm | Replica

    @Nicola
    Infatti la grandezza della filosofia di Hegel non credo sia in discussione!

  • Kierkegaard, Briciole di Filosofia - La dicotomia della Possibilità dalla Necessità « Briciole di Filosofia // 26 Settembre, 2008 a 1:22 pm | Replica

    [...] Laboratorio su Hegel [...]

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