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	<title>Commenti a: Marx: Il Concetto di Lavoro</title>
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	<description>che Kierkegaard mi perdoni per avergli preso in prestito il titolo</description>
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		<title>Di: angelo</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-1037</link>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 10:34:12 +0000</pubDate>
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		<description>non sono d&#039;accordo</description>
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		<title>Di: unitone</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-971</link>
		<dc:creator>unitone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:28:38 +0000</pubDate>
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		<description>Il capitalista rischia per se stesso, la sua impresa ha lo scopo di ricavare un utile personale e non quello di offrire lavoro ai disoccupati, tant&#039;è che se la tecnologia gli permette di fare a meno di qualche dipendente, scattano subito i tagli di personale. L&#039;economia fondata sul mercato e la libera impresa ha come imperativi la produttività, l&#039;utile individuale, la competizione. Non contempla visioni globali, ma solo interessi privati, e anche il più filantropo degli imprenditori per stare a galla deve mantenersi competitivo e quindi produttivo e questo può farlo solo economizzando sull&#039;unica merca in grado di produrre valore: il lavoro (vedi primo libro del capitale cap. IV par. III). Ciò significa che è necessario che su otto ore lavorative quattro servono a guadagnarmi il pane e le altre ad arricchire l&#039;imprenditore, il quale oltre a farmi la gentilezza di darmi da lavorare, decide come investire quel surplus di valore prodotto con il mio lavoro: macchinari che gli permettano di licenziarmi e risparmiare sulla mia busta paga, ville, cavalli, auto o cocaina. E se fallisce? Il rischio non è solo suo perchè io resto a casa, magari a 45 anni e devo ricominciare tutto da zero. Rischiamo entrambi, solo che a reggere le sorti dell&#039;impresa è solo lui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitalista rischia per se stesso, la sua impresa ha lo scopo di ricavare un utile personale e non quello di offrire lavoro ai disoccupati, tant&#8217;è che se la tecnologia gli permette di fare a meno di qualche dipendente, scattano subito i tagli di personale. L&#8217;economia fondata sul mercato e la libera impresa ha come imperativi la produttività, l&#8217;utile individuale, la competizione. Non contempla visioni globali, ma solo interessi privati, e anche il più filantropo degli imprenditori per stare a galla deve mantenersi competitivo e quindi produttivo e questo può farlo solo economizzando sull&#8217;unica merca in grado di produrre valore: il lavoro (vedi primo libro del capitale cap. IV par. III). Ciò significa che è necessario che su otto ore lavorative quattro servono a guadagnarmi il pane e le altre ad arricchire l&#8217;imprenditore, il quale oltre a farmi la gentilezza di darmi da lavorare, decide come investire quel surplus di valore prodotto con il mio lavoro: macchinari che gli permettano di licenziarmi e risparmiare sulla mia busta paga, ville, cavalli, auto o cocaina. E se fallisce? Il rischio non è solo suo perchè io resto a casa, magari a 45 anni e devo ricominciare tutto da zero. Rischiamo entrambi, solo che a reggere le sorti dell&#8217;impresa è solo lui.</p>
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		<title>Di: fiak</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-502</link>
		<dc:creator>fiak</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 13:18:05 +0000</pubDate>
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		<description>@ulisse
Ma come ci siamo finiti a parlare di questo? Doveva essere un semplice post sul concetto di lavoro...
Cmq io non tengo conto del rischio d&#039;impresa, tu non conto del rischio della vita 1302 morti, 27000 invalidi, 930000 infortunati sono le cifre degli infortuni sul lavoro nel solo 2006!
Ps Leggi l&#039;altro post su Marx</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ulisse<br />
Ma come ci siamo finiti a parlare di questo? Doveva essere un semplice post sul concetto di lavoro&#8230;<br />
Cmq io non tengo conto del rischio d&#8217;impresa, tu non conto del rischio della vita 1302 morti, 27000 invalidi, 930000 infortunati sono le cifre degli infortuni sul lavoro nel solo 2006!<br />
Ps Leggi l&#8217;altro post su Marx</p>
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		<title>Di: Ulisse</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-490</link>
		<dc:creator>Ulisse</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 19:24:33 +0000</pubDate>
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		<description>Non tieni conto della ricompensa del rischio d&#039;impresa. Il lavoratore prende lo stipendio anke se non si fanno utili, il &quot;capitalista&quot; . (analisi naturalmente molto semplificata)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non tieni conto della ricompensa del rischio d&#8217;impresa. Il lavoratore prende lo stipendio anke se non si fanno utili, il &#8220;capitalista&#8221; . (analisi naturalmente molto semplificata)</p>
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		<title>Di: fiak</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-486</link>
		<dc:creator>fiak</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 14:39:42 +0000</pubDate>
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		<description>@ulisse
6 miliardi di uomini sono 6 miliardi di uomini singoli.
Il discorso della proprietà privata e della sua abolizione è un tantino più complesso: il punto focale non è l&#039;abolizione della proprietà di una casa, ma quello del mezzo di produzione.
Esempio: Un operaio viene pagato 1200 euro al mese, ma il lavoro dell&#039;operaio vale 3000 euro al mese. Ora c&#039;è questa disparità perchè l&#039;operaio è separato dalla proprietà delle macchine con le quali lavora, abolendo questa separazione l&#039;operaio sarebbe più libero.
Ricorda il motto: “Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i propri bisogni.”</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ulisse<br />
6 miliardi di uomini sono 6 miliardi di uomini singoli.<br />
Il discorso della proprietà privata e della sua abolizione è un tantino più complesso: il punto focale non è l&#8217;abolizione della proprietà di una casa, ma quello del mezzo di produzione.<br />
Esempio: Un operaio viene pagato 1200 euro al mese, ma il lavoro dell&#8217;operaio vale 3000 euro al mese. Ora c&#8217;è questa disparità perchè l&#8217;operaio è separato dalla proprietà delle macchine con le quali lavora, abolendo questa separazione l&#8217;operaio sarebbe più libero.<br />
Ricorda il motto: “Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i propri bisogni.”</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Ulisse</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-480</link>
		<dc:creator>Ulisse</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 12:15:36 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;uomo singolo può senz&#039;altro migliorare, 6 miliardi di uomini credo proprio di no. 

Prendersi cura dei beni comuni è senz&#039;altro un obiettivo da raggiungere, in altri stati sono molto più bravi di noi. Ma da questo a dire: aboliamo la proprietà privata...

Ma se cicredete così tanto, chi me lo fa fare a pagare l&#039;affitto a bologna, vengo a vivere nella vostra (ops NOSTRA) casa!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uomo singolo può senz&#8217;altro migliorare, 6 miliardi di uomini credo proprio di no. </p>
<p>Prendersi cura dei beni comuni è senz&#8217;altro un obiettivo da raggiungere, in altri stati sono molto più bravi di noi. Ma da questo a dire: aboliamo la proprietà privata&#8230;</p>
<p>Ma se cicredete così tanto, chi me lo fa fare a pagare l&#8217;affitto a bologna, vengo a vivere nella vostra (ops NOSTRA) casa!</p>
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		<title>Di: fiak</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-477</link>
		<dc:creator>fiak</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 11:01:37 +0000</pubDate>
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		<description>@ulisse
E&#039; forse una colpa sperare che l&#039;uomo possa migliorare?
Quoto md</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ulisse<br />
E&#8217; forse una colpa sperare che l&#8217;uomo possa migliorare?<br />
Quoto md</p>
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		<title>Di: md</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-476</link>
		<dc:creator>md</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 10:58:35 +0000</pubDate>
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		<description>@Ulisse: in parte hai ragione, ma da una parte Marx pensa (e anch&#039;io ne sono convinto) che la natura umana non sia un dato immutabile, ma possa anche essere modificata (in meglio o in peggio); in secondo luogo anche il rapporto con le cose (mie, non mie, collettive, del villaggio, del globo, di dio, ecc.) muta storicamente, non è un dato immodificabile; ultima cosa: sentire le cose come &quot;proprie&quot;, e dunque averne cura, anche in un bosco e non solo nel salotto di casa è una questione di educazione e di senso civico, prima ancora che di utopia o comunismo, e nel nostro paese scarseggiano entrambi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Ulisse: in parte hai ragione, ma da una parte Marx pensa (e anch&#8217;io ne sono convinto) che la natura umana non sia un dato immutabile, ma possa anche essere modificata (in meglio o in peggio); in secondo luogo anche il rapporto con le cose (mie, non mie, collettive, del villaggio, del globo, di dio, ecc.) muta storicamente, non è un dato immodificabile; ultima cosa: sentire le cose come &#8220;proprie&#8221;, e dunque averne cura, anche in un bosco e non solo nel salotto di casa è una questione di educazione e di senso civico, prima ancora che di utopia o comunismo, e nel nostro paese scarseggiano entrambi</p>
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		<title>Di: Ulisse</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-469</link>
		<dc:creator>Ulisse</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 01:33:31 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo Marx il comunismo dovrebbe essere l’abolizione di ogni forma di proprietà privata.

Se una cosa è mia ci tengo a trattarla con cura, a valorizzarla a proteggerla, se non è mia ...chissenefrega! Vedi secondo me tutto parte sempre da un concetto bello dell&#039;uomo , per carità, ma irreale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo Marx il comunismo dovrebbe essere l’abolizione di ogni forma di proprietà privata.</p>
<p>Se una cosa è mia ci tengo a trattarla con cura, a valorizzarla a proteggerla, se non è mia &#8230;chissenefrega! Vedi secondo me tutto parte sempre da un concetto bello dell&#8217;uomo , per carità, ma irreale</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fiak</title>
		<link>http://fiak.wordpress.com/2007/11/15/marx-il-concetto-di-lavoro/#comment-462</link>
		<dc:creator>fiak</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 18:44:21 +0000</pubDate>
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		<description>@md 
Grazie per la precisazione.
@Ulisse
Credo che tu giudichi Marx partendo da un pregiudizio. Conosci il comunismo in base a quello che è stato il comunismo nella storia. Secondo Marx il comunismo dovrebbe essere l&#039;abolizione di ogni forma di proprietà privata. In realtà quello che si è realizzato nella storia è quello che Marx definì &quot;comunismo rozzo&quot; ovvero l&#039;attribuzione della proprietà privata allo Stato.
In realtà il fine ultimo del comunismo, secondo Marx, è quello di costruire una società il cui motto è: &quot;Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i propri bisogni.&quot; Marx non parla di un accontentarsi dell&#039;uomo o di un uomo solidale, analizza semplicemente le meccaniche dell&#039;economia, identifica nel capitale il male sociale e ne prevede l&#039;abolizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@md<br />
Grazie per la precisazione.<br />
@Ulisse<br />
Credo che tu giudichi Marx partendo da un pregiudizio. Conosci il comunismo in base a quello che è stato il comunismo nella storia. Secondo Marx il comunismo dovrebbe essere l&#8217;abolizione di ogni forma di proprietà privata. In realtà quello che si è realizzato nella storia è quello che Marx definì &#8220;comunismo rozzo&#8221; ovvero l&#8217;attribuzione della proprietà privata allo Stato.<br />
In realtà il fine ultimo del comunismo, secondo Marx, è quello di costruire una società il cui motto è: &#8220;Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i propri bisogni.&#8221; Marx non parla di un accontentarsi dell&#8217;uomo o di un uomo solidale, analizza semplicemente le meccaniche dell&#8217;economia, identifica nel capitale il male sociale e ne prevede l&#8217;abolizione.</p>
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