Briciole di Filosofia

Juxebox #4 – Il Teatro degli Orrori: E Lei Venne

16 Novembre, 2007 · 8 Commenti

Scelta emotiva che descrive perfettamente i miei piano per questo week-end.

Il Teatro degli Orrori

“E Lei Venne” è un pezzo tratto da “L’Impero delle Tenebre” [2007]  de “Il Teatro degli Orrori”.

Ps Vi consiglio di ascoltare il brano con un volume adeguato…

Categorie: E Lei Venne · Il Teatro degli Orrori · Juxebox · L'Impero delle Tenebre

8 risposte finora ↓

  • fiak // 16 Novembre, 2007 a 11:05 pm | Replica

    Visto che questo è il primo brano in lingua italiana che propongo e che il testo è fenomenale lo metto io il testo:

    Finalmente è una morta folle creatura adesso posso bere quanto mi pare
    senza vederti impazzire senza dovermi sfibrare
    ma soprattutto senza con gesto quotidiano richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine
    E lei venne!!
    Folle di una creatura incontro al destino
    beffardo e crudele
    Era era era un’ estate come questa che mi innamorai di lei
    per spegnere la sete orrenda che mi divora dentro
    Non basterebbe il vino che può contenere la sua tomba
    e non è poco visto che l’ ho gettata dritta in fondo a un pozzo
    E lei venne!!
    Folle di una creatura
    incontro a un destino beffardo e crudele
    Folle di una creatura
    incontro a un destino beffardo e crudele
    Ma quanto siete stronzi sfigati e ricchi di mai
    nè d’estate nè d’ inverno avete saputo cosa sia davvero l’amore
    Evviva sono libero
    libero oh la libertà della mente adesso posso bere quanto cazzo mi pare
    senza vederti impazzire
    senza dovermi sfigurare
    ma soprattutto senza con gesto quotidiano richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine
    Stasera mi sbronzo di brutto
    e alla fine mi sdraio per terra e dormo come un cane
    mi passasse sopra un tir o un intercity io me ne frego
    me ne frego di dio
    me ne frego del demonio
    me ne frego dei sacramenti
    me ne frego di te
    non me ne frega niente di dio del demonio dei sacramenti e di te
    Folle di una creatura
    incontro a un destino beffardo e crudele
    Oh non siamo tutti chi un pò più o chi un pò di meno
    siamo tutti tutti tutti completamente pazzi

  • Goccia // 17 Novembre, 2007 a 12:05 am | Replica

    Eh…non mi sono piaciuti questi.
    “Stasera mi sbronzo di brutto
    e alla fine mi sdraio per terra e dormo come un cane
    mi passasse sopra un tir o un intercity io me ne frego…”

    Praticamente sto fine lo vuoi passare ubriaco perso?
    Aahhahhaha :P

  • Lune // 17 Novembre, 2007 a 10:54 am | Replica

    non mi piace.
    ma sicuramente sono molto bravi.
    ma il casino “metal” non mi è mai piaciuto :) .

  • fiak // 17 Novembre, 2007 a 12:42 pm | Replica

    Ahahah Questa volta mi sa che ho fatto cilecca, non piacciono a nessuno.
    Solo una precisazione per Lune, in questo caso il casino no è metal ma è noise!

  • Lune // 18 Novembre, 2007 a 12:37 am | Replica

    ah, per me la stessa cosa, metal noise allora

  • BeeBeat // 28 Novembre, 2007 a 3:03 pm | Replica

    vekjo, fa paura questa canzone! è strabella!

    vai così!!!

    bye

  • kaosriccio // 26 Gennaio, 2008 a 2:02 pm | Replica

    classico stile one dimensional man con un testo molto bello…

  • Andrea Sghedoni // 17 Febbraio, 2009 a 1:38 pm | Replica

    CHARLES BAUDELAIRE (Parigi, 1821 – 1867)

    IL VINO DELL’ASSASSINO,

    da “I fiori del male”

    Mia moglie è morta, e son libero!
    Posso bere finalmente a sazietà.
    Quando rientravo senza un soldo
    Con le sue grida mi straziava l’anima.

    Or mi sento felice come un re:
    L’aria è pura e il cielo splendido…
    Era proprio un’estate così
    Quando m’innamorai di lei.

    Per placare questa sete che mi strazia

    ci vorrebbe tanto vino quanto

    può contenerne la sua tomba;

    e non è dir poco.

    Perché io l’ho buttata in fondo a un pozzo,
    E in più le ho gettato addosso

    Tutte le pietre del parapetto.

    Potrò dimenticarla?

    In nome dei profondi giuramenti
    Da cui nulla ci può mai slegare,
    Per tornare ad amarci
    Come al tempo delle nostre ebbrezze,

    L’ho supplicata di trovarci ancora,
    Di notte, in una strada solitaria.
    Lei è venuta, pazza creatura!
    Siamo tutti un po’ pazzi a questo mondo!

    Era ancora carina,
    Sebbene un po’ sfiorita,
    Ed io l’amavo troppo, e allora le ho detto:
    Esci da questa vita!

    Nessuno può capirmi: forse che
    Un di quei tanti stupidi beoni
    Ha mai pensato in qualche notte d’incubo
    Di trasformare il vino in un sudario?

    Tutti questi cialtroni invulnerabili,
    Fantocci di ferro
    Mai e poi mai, né d’estate né d’inverno,
    Han conosciuto il vero l’amore,

    Con i suoi neri incantesimi,
    L’infernale suo seguito di allarmi
    Le fiale di veleno, le sue lagrime,
    Gli stridor di catene e di ossami!

    -Eccomi libero e solo!
    Questa sera sarò ubriaco fradicio;
    E allora, senza tema né rimorso,
    Mi sdraierò sul suolo,

    E dormirò come un cane!
    Un carro con le sue pesanti ruote,
    Carico di pietre e fango,
    O un treno furioso, se vuole

    Potrà schiacciar la mia testa colpevole
    O anche tagliarmi a metà:
    Io me ne infischio del Signore,
    Del Diavolo, e di tutti i Sacramenti!

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