Scelta emotiva che descrive perfettamente i miei piano per questo week-end.

“E Lei Venne” è un pezzo tratto da “L’Impero delle Tenebre” [2007] de “Il Teatro degli Orrori”.
Ps Vi consiglio di ascoltare il brano con un volume adeguato…
Scelta emotiva che descrive perfettamente i miei piano per questo week-end.

“E Lei Venne” è un pezzo tratto da “L’Impero delle Tenebre” [2007] de “Il Teatro degli Orrori”.
Ps Vi consiglio di ascoltare il brano con un volume adeguato…
Categorie: E Lei Venne · Il Teatro degli Orrori · Juxebox · L'Impero delle Tenebre
8 risposte finora ↓
fiak // 16 Novembre, 2007 a 11:05 pm |
Visto che questo è il primo brano in lingua italiana che propongo e che il testo è fenomenale lo metto io il testo:
Finalmente è una morta folle creatura adesso posso bere quanto mi pare
senza vederti impazzire senza dovermi sfibrare
ma soprattutto senza con gesto quotidiano richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine
E lei venne!!
Folle di una creatura incontro al destino
beffardo e crudele
Era era era un’ estate come questa che mi innamorai di lei
per spegnere la sete orrenda che mi divora dentro
Non basterebbe il vino che può contenere la sua tomba
e non è poco visto che l’ ho gettata dritta in fondo a un pozzo
E lei venne!!
Folle di una creatura
incontro a un destino beffardo e crudele
Folle di una creatura
incontro a un destino beffardo e crudele
Ma quanto siete stronzi sfigati e ricchi di mai
nè d’estate nè d’ inverno avete saputo cosa sia davvero l’amore
Evviva sono libero
libero oh la libertà della mente adesso posso bere quanto cazzo mi pare
senza vederti impazzire
senza dovermi sfigurare
ma soprattutto senza con gesto quotidiano richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine
Stasera mi sbronzo di brutto
e alla fine mi sdraio per terra e dormo come un cane
mi passasse sopra un tir o un intercity io me ne frego
me ne frego di dio
me ne frego del demonio
me ne frego dei sacramenti
me ne frego di te
non me ne frega niente di dio del demonio dei sacramenti e di te
Folle di una creatura
incontro a un destino beffardo e crudele
Oh non siamo tutti chi un pò più o chi un pò di meno
siamo tutti tutti tutti completamente pazzi
Goccia // 17 Novembre, 2007 a 12:05 am |
Eh…non mi sono piaciuti questi.
“Stasera mi sbronzo di brutto
e alla fine mi sdraio per terra e dormo come un cane
mi passasse sopra un tir o un intercity io me ne frego…”
Praticamente sto fine lo vuoi passare ubriaco perso?
Aahhahhaha
Lune // 17 Novembre, 2007 a 10:54 am |
non mi piace.
.
ma sicuramente sono molto bravi.
ma il casino “metal” non mi è mai piaciuto
fiak // 17 Novembre, 2007 a 12:42 pm |
Ahahah Questa volta mi sa che ho fatto cilecca, non piacciono a nessuno.
Solo una precisazione per Lune, in questo caso il casino no è metal ma è noise!
Lune // 18 Novembre, 2007 a 12:37 am |
ah, per me la stessa cosa, metal noise allora
BeeBeat // 28 Novembre, 2007 a 3:03 pm |
vekjo, fa paura questa canzone! è strabella!
vai così!!!
bye
kaosriccio // 26 Gennaio, 2008 a 2:02 pm |
classico stile one dimensional man con un testo molto bello…
Andrea Sghedoni // 17 Febbraio, 2009 a 1:38 pm |
CHARLES BAUDELAIRE (Parigi, 1821 – 1867)
IL VINO DELL’ASSASSINO,
da “I fiori del male”
Mia moglie è morta, e son libero!
Posso bere finalmente a sazietà.
Quando rientravo senza un soldo
Con le sue grida mi straziava l’anima.
Or mi sento felice come un re:
L’aria è pura e il cielo splendido…
Era proprio un’estate così
Quando m’innamorai di lei.
Per placare questa sete che mi strazia
ci vorrebbe tanto vino quanto
può contenerne la sua tomba;
e non è dir poco.
Perché io l’ho buttata in fondo a un pozzo,
E in più le ho gettato addosso
Tutte le pietre del parapetto.
Potrò dimenticarla?
In nome dei profondi giuramenti
Da cui nulla ci può mai slegare,
Per tornare ad amarci
Come al tempo delle nostre ebbrezze,
L’ho supplicata di trovarci ancora,
Di notte, in una strada solitaria.
Lei è venuta, pazza creatura!
Siamo tutti un po’ pazzi a questo mondo!
Era ancora carina,
Sebbene un po’ sfiorita,
Ed io l’amavo troppo, e allora le ho detto:
Esci da questa vita!
Nessuno può capirmi: forse che
Un di quei tanti stupidi beoni
Ha mai pensato in qualche notte d’incubo
Di trasformare il vino in un sudario?
Tutti questi cialtroni invulnerabili,
Fantocci di ferro
Mai e poi mai, né d’estate né d’inverno,
Han conosciuto il vero l’amore,
Con i suoi neri incantesimi,
L’infernale suo seguito di allarmi
Le fiale di veleno, le sue lagrime,
Gli stridor di catene e di ossami!
-Eccomi libero e solo!
Questa sera sarò ubriaco fradicio;
E allora, senza tema né rimorso,
Mi sdraierò sul suolo,
E dormirò come un cane!
Un carro con le sue pesanti ruote,
Carico di pietre e fango,
O un treno furioso, se vuole
Potrà schiacciar la mia testa colpevole
O anche tagliarmi a metà:
Io me ne infischio del Signore,
Del Diavolo, e di tutti i Sacramenti!