Tratto da Decameron di Luttazzi, Prima Puntata
I “Dialoghi Platonici 2″ di Decameron
Enciclica “Spe Salvi”
Papa Ratzinger, di cui abbiamo una diapositiva qui sotto,

ha firmato la sua seconda enciclica dal titolo “Spe Salvi”. Il papa nell’enciclica si conferma una persona che critica tanto ma che alla fine non fa mai niente. Infatti tra le tante critiche spicca quella al marxismo.
Premettendo che non ho letto “Spe Salvi” e che non ho alcuna intenzione di farlo, mi sembra abbastanza naturale che un papa teologo critichi il marxismo in una enciclica dal titolo “Spe Salvi”. E’ naturale perché fine del marxismo è quello, utopistico, di rendere questo mondo un tantino migliore. Fine del cattolicesimo è quello di lasciare questo mondo così com’è senza alcuna speranza di migliorarlo. Nel cattolicesimo non è un problema se questa vita è ingiusta e fa schifo perché alla fine di questa vita ci aspetta la somma felicità nella vita ultraterrena.
Insomma il papa critica Marx perché Marx ha provato a fare qualcosa per migliorare il mondo terreno, il papa, invece, rinchiuso nei suoi palazzi d’oro, si affida alla speranza e si permette di criticare chiunque…


4 comments
Comments feed for this article
2 Dicembre, 2007 a 7:26 pm
devas
chi di speranza vive. . .
3 Dicembre, 2007 a 12:36 am
lealidellafarfalla
Per il video: ho sempre sospettato che dietro l’enorme successo del Codice da Vinci ci sia stato un tentativo politico di scrditare la chiesa dopo gli scandali di pedofilia in USA. Da parte del Vaticano ci furono vari tentativi di sviare o rendere difficili le indagini, anche rimuovendo gli accusati. “Voi cercate di impedirci di indagare, ma noi siamo in grado di screditarvi a livello internazionale”. Naturlamente è solo una ipotesi, ma quando vedo troppe coincidenze mi insospettisco
4 Dicembre, 2007 a 7:30 pm
fiak
@lealidellafarfalla
Sinceramente io non ho mai capito l’enorme successo de il codice da Vinci perchè l’ho trovato un semplice giallo senza alcun fine…
16 Dicembre, 2007 a 1:05 am
Lune
che dire?
forse critica Marx per seguire la strada di Giovanni Paolo II.